Il servizio “Braccio di ferro” offerto dalla parrocchia di Sant’Arialdo a Baranzate e quello della parrocchia di San Biagio a Monza

di Cristina CONTI

Scuola cattolica

Tra i numerosi servizi di doposcuola offerti dalle parrocchie nella Diocesi di Milano, approfondiamo la conoscenza di due realtà.

Baranzate, un percorso che va oltre lo studio

Si chiama “Braccio di ferro”, per dare forza allo studio e al tempo libero. È il servizio di doposcuola offerto dalla parrocchia di Sant’Arialdo a Baranzate per bambini e ragazzi a partire dalla terza elementare. Si accede con un colloquio d’ingresso. «Gli alunni della scuola secondaria di primo grado si ritrovano al martedì dalle 17 alle 19 e sono in tutto 35 – spiega don Paolo Stefano, responsabile del servizio -. Quelli della primaria al mercoledì e al venerdì nello stesso orario e sono 55. Al sabato mattina invece c’è un pre-progetto dedicato ai bambini di seconda elementare».

Un’attività partita nove anni fa e che va oltre i compiti e lo studio pomeridiano, con la proposta di laboratori, serate a tema e percorsi personalizzati a seconda delle caratteristiche e degli interessi di ogni ragazzo. «Per i bambini, per esempio, organizziamo laboratori sulla fiaba, oppure cene con le mamme delle diverse etnie: il nostro, infatti, è un territorio multietnico. Mentre per gli adolescenti abbiamo attivato il percorso “Lascia o raddoppia” che prevede laboratori diversi, l’ultimo dei quali dedicato allo sport», aggiunge don Stefano. Così, se un ragazzo frequenta il doposcuola al martedì, può andare al corso di basket il mercoledì.

Il lavoro è coordinato da una psicologa. Vi partecipano educatori professionisti e volontari, grazie a un protocollo d’intesa con la scuola, il Comune e l’associazione «La Rotonda». Ci sono poi équipe divise per età, corsi di formazione per educatori e incontri periodici con chi si occupa delle attività dell’oratorio. «Puntiamo molto sulla qualità del nostro servizio e cerchiamo di creare una sinergia per dare una formazione completa, senza doppioni o sovrapposizioni tra le diverse iniziative», conclude don Stefano.

Monza, colloqui e progetti mirati

Un servizio educativo integrato nel territorio. Nella parrocchia di San Biagio a Monza il doposcuola si svolge quattro volte a settimana ed è dedicato in particolare ai ragazzi della secondaria di primo grado; un pomeriggio ogni sette giorni è rivolto ai bambini della scuola primaria, mentre per gli studenti del biennio delle superiori è previsto uno spazio trasversale. Sono 60, massimo 65, i ragazzi che vengono qui ogni anno, seguiti da 80-90 volontari e da tre psicologi, due che svolgono attività di doposcuola e uno che si occupa di consulenza e coordinamento.

«Il nostro è un taglio educativo – spiega Cristina Mauri, volontaria e responsabile del servizio -. Lavorare su un ragazzo ha senso solo se si è connessi alla scuola e alla famiglia. Per questo siamo in continuo dialogo con i genitori e organizziamo colloqui individuali, percorsi specifici, sostegno per mamme e papà e progetti mirati per ogni ragazzo».

L’attività si svolge all’interno della parrocchia. Nel corso degli anni si è sviluppato un protocollo d’intesa con le scuole del territorio, mentre il sostegno economico viene dalla partecipazione a bandi di finanziamento. I ragazzi che accedono a questa attività sono segnalati dalle scuole o da enti specialistici dopo un’analisi dei bisogni familiari.

Provenienza da Paesi stranieri, problemi di apprendimento, disagio sociale. Tante le problematiche da affrontare. «Abbiamo attivato un percorso per aiutare i più piccoli non italiani ad apprendere la nostra lingua, così da poter affrontare lo studio degli anni successivi», conclude la Mauri.

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