In occasione dell’Anno della Fede don Alberto Barin e don Pietro Raimondi organizzano un incontro in carcere per tutti i volontari che operano dentro e fuori le mura

di Luisa BOVE

carcere san vittore
Il carcere di San Vittore

Il nuovo Anno della Fede inaugurato dal Papa nei giorni scorsi verrà vissuto anche nel carcere di San Vittore. I cappellani don Alberto Barin e don Pietro Raimondi hanno scelto un titolo molto efficace: "Sprigionare fede!". Ma ora vogliono rilanciarlo anche a tutti i volontari che operano dentro e fuori l’istituto penitenziario nel cuore di Milano. Per questo hanno oragnizzato un incontro per giovedì 25 ottobre alle 20.45 presso la sala polivalente del carcere (piazza filangieri 2).

«È la prima volta – dice don Pietro – che facciamo una convocazione plenaria, rivolta a tutti i volontari, ma con un ivito particolare a coloro che appartengono ad associazioni di ispirazione cristiana (e sono molte). Sarà l’occasione per ringraziare tutti del lavoro prezioso e silenzioso che svolgono, ci sono volontari che hanno alle spalle anche 20 anni di esperienza».

«Non sarà un incontro per proporre una riflessione e neppure una veglia di preghiera – puntualizza il cappellano -, ma occasione di conoscenza reciproca, confronto tra le diverse associazioni e presentazione di iniziative già in corso». Don Alberto e don Pietro non pretendono di dire alle varie organizzazioni che cosa fare, ma tengono a un coordinamento tra le persone impegnate dentro e fuori le mura della casa circondariale.

A diffenza di altri appuntamenti, quello di giovedì è volutamente organizzato all’interno dell’istituto di pena «perché ha un valore istituzionale e ci aspettiamo che siano presenti tutti i volontari del carcere. A San Vittore c’è un mare magnun: a volte nei corridoi girano volontari, suore e cappellani, ma non ci si saluta perché non ci si conosce».

«I cappellani – dice ancora don Pietro – sono inviati dal Vescovo, per questo ci sentiamo in dovere di invitare tutti i volontari a ispirarsi allo stesso tema dell’anno pastorale dedicato alla fede, seppure con stili differenti». Per «Sprigionare la fede» i volontari dovrebbero anche chiedersi: «Quanto credono i detenuti? Che cosa si insegna loro? Come aiutarli e aiutarci nel nostro cammino di fede?». Appuntamento a giovedì.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi