Redazione

C’è emozione e attesa nelle famiglie che ospiteranno i Vescovi congressisti, ma anche la speranza che non non finisca tutto al termine dell’evento nazionale.

Si aprono le porte delle case dei baresi ai pellegrini che giungono da ogni parte d’Italia per il Congresso eucaristico nazionale. Tra gli ospiti, c’é anche una ventina di vescovi. A casa Simone (il padre Dino è avvocato, la mamma Paola Loria è ricercatrice universitaria e catechista, il figlio praticante avvocato) c’è emozione per l’arrivo del vescovo di Fabriano-Matelica, mons. Giancarlo Vecerrica. «Siamo onorati di avere con noi – dicono – un vescovo: speriamo soltanto di avere la possibilità di trascorrere con lui qualche ora, di sera, per un momento di confronto».

Soprattutto, piacerebbe poter discutere con mons. Vecerrica al riguardo del prossimo referendum sulla legge 40/2004, «per approfondire le motivazioni del non voto». «Il mio sogno – confessa – sarebbe instaurare con il vescovo un rapporto che non si esaurisca con il Congresso, ma che possa continuare nel tempo, diventando per noi un punto di riferimento per la nostra crescita nel cammino di fede».

C’è anche chi, come Angela Zonno che ha una pasticceria non lontana dalla Fiera del Levante, ha lasciato le chiavi di casa ai pellegrini, trasferendosi, con marito, due figli di 24 e 19 anni e l’anziana madre, in una casetta più distante da Bari. «Sono felice – dice Angela – quando posso aiutare gli altri. Il mio sogno è fare la volontaria. Già adesso, infatti, aiuto le madri che hanno perso i figli, organizzando la recita del rosario comunitario nelle loro case».

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