Nella sesta domenica d’Avvento il cardinale Scola ha concluso il suo ciclo di predicazione sul tema “La vicinanza del Mistero”. Un doppio invito: recuperare la tradizione dell'Angelus e condividere concretamente il bisogno altrui

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OMELIA DEL CARDINALE (testo)

OMELIA DEL CARDINALE (video)

 

Nella sesta domenica d’Avvento, questo pomeriggio alle 17.30, il cardinale Angelo Scola ha presieduto in Duomo la Messa a cui hanno preso parte diverse migliaia di fedeli.

Durante la celebrazione l’Arcivescovo ha concluso il suo ciclo di predicazioni sul tema conduttore “La vicinanza del Mistero”, avviato domenica 13 novembre e proseguito per tutto l’Avvento ambrosiano. In questa occasione l’omelia del Cardinale si è sviluppata a partire dalle parole dell’Angelo a Maria: «Nulla è impossibile a Dio».

La scena dell’Annunciazione presentata nel Vangelo di San Luca presenta «l’ineludibile dramma della libertà dell’uomo» alla luce del comportamento di Maria. «In una società come la nostra, in cui espressioni come “libertà di giudizio” o “spirito critico” sono quasi luoghi comuni purtroppo usurati che rischiano di venire seppelliti dal nominalismo – ha sottolineato il Cardinale -, guardare alle mosse di questa giovane donna, oltre che ridarci il gusto di una boccata di aria pura, ci indica un cammino realistico per la vita quotidiana».

«Maria è un paradigma – ha continuato l’Arcivescovo -, un modello più che mai efficace per noi uomini post-moderni. È questo genere di libertà che spesso ci manca, a essere chiamato in causa nell’attuale delicato frangente di transizione epocale, nel travaglio dell’inizio del Terzo millennio entro cui affrontare la grave crisi economico-finanziaria». E ha proseguito: «Il domani avrà un volto nuovo se rifletterà la speranza di oggi, il cui soggetto proprio può essere solo una libertà creativa come quella della Madonna». Ecco dunque «il fondamento della nostra speranza affidabile: alla totale iniziativa di Dio corrisponde la totale libertà della Vergine. Questo è il segreto della vita cristiana: 100% grazia e 100% libertà».

L’Arcivescovo ha concluso con un duplice invito: «In questa settimana che ci separa dal Natale recuperiamo la bella tradizione di scandire il tempo della nostra giornata – mattina, mezzogiorno e sera – con la preghiera dell’Angelus. Impegniamoci inoltre, entro il Tempo di Natale, a compiere di persona qualche atto di reale condivisione del bisogno altrui».

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