Redazione

Lo Spirito Santo e la missione sono il “filo conduttore” del messaggio che Benedetto XVI rivolge ai giovani in preparazione alla XXIII Giornata mondiale della gioventù, che si svolgerà dal 15 al 20 luglio 2008 a Sydney, sul tema “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”. Con il messaggio, che è stato diffuso il 21 luglio, il Papa vuole invitare i giovani a riscoprire lo Spirito Santo “respiro vitale della propria vita cristiana” per “ maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa” e, contemporaneamente, “realizzare un’efficace attuazione del Vangelo all’alba del terzo millennio”.

MAESTRO INTERIORE.
Lo Spirito Santo, ha ricordato Benedetto XVI ai giovani, è “il dono più alto di Dio all’uomo, quindi la testimonianza suprema del suo amore per noi, un amore che si esprime concretamente come ‘sì alla vita’ che Dio vuole per ogni sua creatura”. “Portiamo dentro di noi – ha proseguito – quel sigillo dell’amore del Padre in Gesù Cristo che è lo Spirito Santo. Non dimentichiamolo mai, perché lo Spirito del Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in particolare, suscitare nel mondo il vento e il fuoco di una nuova Pentecoste”. Per lasciar operare lo Spirito, però, dobbiamo essere “disposti ad aprirci alla sua forza rinnovatrice” e ad “accoglierlo come guida delle nostre anime, come il ‘Maestro interiore’ che ci introduce nel Mistero trinitario, perché Egli solo può aprirci alla fede e permetterci di viverla ogni giorno in pienezza. Egli ci spinge verso gli altri, accende in noi il fuoco dell’amore, ci rende missionari della carità di Dio”.

L’IMPORTANZA DEI SACRAMENTI.
Per lasciarci rinnovare dallo Spirito Santo ci vengono in aiuto i sacramenti, “innanzitutto a quelli dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia”. Se “la Confermazione ci dona una ‘forza speciale’ per testimoniare e glorificare Dio con tutta la nostra vita”, “l’Eucaristia è una ‘Pentecoste perpetua’, poiché ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma”, rendendoci “testimoni pieni dell’ardore missionario del Cristo risorto”. In realtà, ha evidenziato il Santo Padre, “molti giovani guardano alla loro vita con apprensione e si pongono tanti interrogativi circa il loro futuro”, su “come dare senso pieno alla vita” e su come contribuire perché i frutti dello Spirito “inondino questo mondo ferito e fragile, il mondo dei giovani anzitutto”. “Non dimentichiamo – ha precisato il Papa – che quanto più è grande il dono di Dio, e quello dello Spirito di Gesù è il massimo, altrettanto è grande il bisogno del mondo di riceverlo e dunque grande ed appassionante è la missione della Chiesa di darne testimonianza credibile. E voi giovani, con la Giornata mondiale della gioventù, in certo modo attestate la volontà di partecipare a tale missione”. Ma “possiamo essere testimoni di Cristo solo se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo”.

INVITO AI GIOVANI.
“Annunciare il Vangelo e testimoniare la fede è oggi più che mai necessario”, ha ricordato Benedetto XVI, che ha aggiunto: “Qualcuno pensa che presentare il tesoro prezioso della fede alle persone che non la condividono significhi essere intolleranti verso di loro, ma non è così, perché proporre Cristo non significa imporlo". Da duemila anni “il Vangelo continua nei secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati” dallo zelo missionario e “anche oggi occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo”, soprattutto “occorrono giovani che lascino ardere dentro di sé l’amore di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante”. “Vi assicuro – ha continuato – che lo Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei”. Infatti, “l’indubbia fatica degli adulti di incontrare in maniera comprensibile e convincente l’area giovanile può essere un segno con cui lo Spirito intende spingere voi giovani a farvi carico di questo. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed anche le ferite, le attese, ed insieme la voglia di bene dei vostri coetanei. Si apre il vasto mondo degli affetti, del lavoro, della formazione, dell’attesa, della sofferenza giovanile… Ognuno di voi abbia il coraggio di promettere allo Spirito Santo di portare un giovane a Gesù Cristo”.

SANTI E MISSIONARI.
Per raggiungere questo scopo, ha precisato il Santo Padre, occorre essere “santi” e “missionari” poiché “non si può mai separare la santità dalla missione”. Anzi, ha avvertito, “siate pronti a porre in gioco la vostra vita per illuminare il mondo con la verità di Cristo; per rispondere con amore all’odio e al disprezzo della vita; per proclamare la speranza di Cristo risorto in ogni angolo della terra”. Infine, l’invito a partecipare numerosi alla Gmg 2008 a Sydney “per essere segno di speranza e sostegno prezioso per le comunità della Chiesa in Australia”. “Per i giovani del Paese che ci ospiterà – ha concluso – sarà un’opportunità eccezionale di annunciare la bellezza e la gioia del Vangelo ad una società per molti versi secolarizzata. L’Australia, come tutta l’Oceania, ha bisogno di riscoprire le sue radici cristiane”.

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