Nello stesso periodo il cardinale Scola è stato tra gli artefici della nascita di “Communio” insieme a Henri de Lubac, Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger

Angelo Scola

Quando arrivò a Friburgo nel 1969 per completare gli studi di teologia, Angelo Scola si inserì nella comunità degli studenti universitari di Comunione e liberazione, guidata da don Eugenio Corecco, giovane professore di diritto canonico, poi vescovo di Lugano. «La sua forte personalità era emersa immediatamente – racconta Maurizio Balestra, oggi docente in un liceo -. Essa univa capacità di rapporto personale e di condivisione della vita quotidiana con lucidità di giudizio su quanto accadeva. Ad anni di distanza è sorprendente vedere con quanta chiarezza Scola cogliesse la questione cruciale dell’unità tra incontro con Cristo e metodo nell’affrontare la realtà. Forte di questa coscienza chiara della novità del cristianesimo, della forza culturale del carisma di don Giussani e di una preparazione filosofica rigorosa alla scuola di Bontadini, Angelo Scola ci aiutava ad affrontare criticamente le sfide culturali del presente, soprattutto quella con il marxismo. Nello stesso tempo ci parlava dell’amicizia e del lavoro affascinante che stava nascendo dall’incontro, assieme a Corecco, con grandi teologi come Henri de Lubac, Hans Urs von Balthasar, Joseph Ratzinger e che avrebbe portato alla fondazione della rivista Communio».

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