A Milano e sul territorio le prime esperienze nel cammino proposto dal Cardinale alla Diocesi, al centro anche del nuovo anno oratoriano prossimo all’apertura, accompagnato dallo slogan «Solo insieme». Si parte con la catechesi

di Nino PISCHETOLA

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La festa di apertura degli oratori, in calendario domenica 28 settembre, segna l’inizio dell’anno oratoriano 2014-2015 che sarà accompagnato dallo slogan «Solo insieme». Al centro vi è la proposta dell’Arcivescovo di realizzare nella Diocesi di Milano le Comunità educanti in grado di accompagnare, attraverso un messaggio unitario, in particolare i ragazzi più piccoli, durante i primi anni della formazione cristiana.

«In questi mesi – spiega don Paolo Zago, parroco in S. Protaso a Milano -, dopo un primo annuncio a genitori ed educatori, cercheremo di individuare, in un incontro con le varie figure educative insieme, dei metodi comuni e in particolare alcuni semplici “riti familiari” che caratterizzeranno le diverse iniziative in parrocchia e in oratorio. L’obiettivo di questo cammino è appunto la realizzazione entro l’anno, con chi ci sta, di una Comunità educante. Tra l’altro, nel nostro oratorio – conclude don Zago – la partenza del coadiutore e l’arrivo del nuovo Diacono sarà occasione per una rinnovata corresponsabilità dei genitori e degli educatori».

«La prospettiva promettente è proprio quella di una “pluralità di riferimenti” – aggiunge don Carlo Confalonieri, coadiutore dell’oratorio S. Luigi a Gorgonzola – sulla quale la nostra comunità sta già scommettendo da qualche tempo per quanto riguarda le fasce dei ragazzi più grandi. Così accade che i giovani siano accompagnati non solo dal sacerdote ma da un altro adulto, che gli educatori siano guidati e formati anche da coppie di sposi, che gli adolescenti facciano riferimento al proprio educatore ma anche ai responsabili dell’animazione. Ora la sfida va raccolta in modo ancora più intenso per il cammino dei ragazzi – prosegue don Confalonieri -, in vista del loro inserimento nella comunità cristiana, nella consapevolezza che le esperienze maturate negli scorsi anni attraverso le sperimentazioni della catechesi già andavano in questa direzione. Mi riferisco soprattutto alla maggiore “libertà” rispetto allo schema dell’incontro settimanale in giorno feriale, spesso sostituito da ritiri, celebrazioni comunitarie, giornate insieme, piccoli pellegrinaggi, con il coinvolgimento dei genitori».

Percorsi di catechesi nei quali intervengono altre figure educative sono stati introdotti anche a Cinisello Balsamo dalla parrocchia S. Ambrogio. «Così il bambino può sperimentare che oltre ai catechisti, c’è una comunità più ampia che si prende cura di lui – conferma il responsabile dell’oratorio, don Gabriele Lovati -. In questo modo si va nella direzione della Comunità educante, che prima di essere un elenco di nominativi è una rete di persone che vengono responsabilizzate nell’educare i bambini, uscendo dalla logica eccessivamente settoriale dei catechisti che li educano sul fronte della fede, degli allenatori attraverso lo sport, le mamme nel modo di comportarsi, gli insegnanti a scuola… Concretamente – sottolinea don Lovati – cercheremo in questa prima parte dell’anno di favorire una relazione più stretta tra i catechisti e gli allenatori che agiscono sulla stessa fascia d’età. In una prima fase di conoscenza proveranno a raccontarsi come ciascuno vede i ragazzi e poi, pian piano, si potranno costruire dei progetti insieme. Si tratta – conclude – di mettere molto di più in rete le varie figure educative agli occhi del bambino, ma prima di poterlo fare in maniera autentica e non fittizia, occorre realmente mettere in rete le persone in modo che davvero ci sia una valorizzazione reciproca».

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