Il servizio parrocchiale, potenziato nell’ultimo anno, si occupa della distribuzione di pacchi alimentari a una ventina di famiglie italiane e straniere

di Marcello VILLANI

Malgrate

Da quando don Andrea Lotterio è arrivato a Malgrate, la realtà parrocchiale ha rimesso in piedi un servizio che era presente da anni, ma che dal settembre 2012 è stato fortemente stimolato: quello della Caritas parrocchiale. Una decina di donne che si sono strette intorno alla responsabile, Gabriella Botti, per provvedere ai bisogni primari di una ventina di famiglie del Comune. «Ci siamo attivate per aprire le iniziative della Caritas a tutta la comunità. Abbiamo ricevuto un grande aiuto dagli Alpini di Malgrate, che hanno promosso una raccolta viveri fuori dal locale hard discount, distribuendo volantini che evidenziavano le nostre richieste. Così, ogni mese, siamo riusciti ad accontentare con pacchi alimentari le esigenze di una ventina di famiglie». Una goccia importante nel mare del bisogno: «Abbiamo dovuto ovviare alle grandi necessità provenienti dalle famiglie straniere, e non solo. Ogni venerdì, dalle 16.15 alle 18.45, scaglioniamo le famiglie che vengono a ritirare i pacchi contenenti pasta, riso, fagioli, ceci, latte a lunga conservazione … Tutto materiale non deperibile, naturalmente…».

La Caritas parrocchiale di Malgrate per ora può contare su gruppo talmente ristretto di persone che non può fare molto di più. Ma Gabriella Botti e le sue amiche si ingegnano per dare anche altri aiuti concreti: «Siamo riusciti a comprare gli occhiali a una ragazza bisognosa. Cerchiamo di aiutare il più possibile, ma non è semplice, perché in totale siamo cinque-sei donne a darci il cambio il venerdì per la distribuzione dei pacchi. Inoltre sia Lecco, sia Valmadrera hanno centri Caritas molto più grandi di noi. Adesso, per intenderci, noi non saremmo in grado di aprire un centro d’ascolto». Ma il cammino intrapreso è quello giusto: «Abbiamo cercato di coinvolgere maggiormente le persone e, vista l’esigenza, abbiamo reso sistematico l’aiuto. Dovremmo riuscire a fare anche una piccola distribuzione del pane: c’è un panettiere che ci consegnerebbe le eccedenze per le famiglie bisognose, ma non siamo ancora pienamente operativi e dobbiamo strutturarci».

La tipologia delle famiglie aiutate ha un minimo comun denominatore: «Ci sono tre famiglie della zona. Le altre sono tutti nuclei extracomunitari: tunisini, senegalesi, turchi, albanesi… Ci vengono segnalati dai Servizi sociali del Comune e noi verifichiamo e provvediamo per quanto possibile. Facciamo una scheda informativa e poi cerchiamo di venire incontro a queste persone. All’inizio erano in sette-otto, ma ora sfiorano la ventina». All’inizio, quando si era diffusa la voce di questa assistenza, i richiedenti erano molti di più: «Abbiamo dovuto selezionare le famiglie di Malgrate, perché le richieste ci stavano arrivando da un po’ tutte le località. Ci hanno consigliato di accogliere solo i locali e indirizzare le altre famiglie nei Comuni di residenza…».

Alpini, Protezione Civile, Croce Rossa e le altre realtà di servizio del Comune di Malgrate stanno comunque facendo rete intorno alla Caritas. E il Comune ha avuto uno sbocco sull’oratorio estivo per inserirvi anche i figli di queste famiglie extracomunitarie. Una bella esperienza, che sta allargando gli orizzonti umani e spirituali dell’intera comunità.

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