Il messaggio di padre Ubaldo Steri, parroco della comunità di Nossa Senhora das Graças, che ha ospitato i pellegrini ambrosiani nel corso della Settimana missionaria: «Abbiamo vissuto momenti meravigliosi di familiarità, dialogo e amicizia»

di padre Ubaldo STERI
Paróquia de Nossa Senhora das Graças - São Paulo (Brasil)

Gmg 2013_San Paolo

La nostra comunità di San Paolo ha vissuto con intensità il piacere e l’allegria di accogliere i giovani della diocesi di Milano. È stata una settimana con momenti meravigliosi di familiarità, dialogo e amicizia. Insieme ci siamo sentiti più cristiani, uniti nella preghiera e nella celebrazione comunitaria dell’Eucaristia. Ci siamo scoperti come fratelli e sorelle, membri di una stessa famiglia.

Per questo vogliamo salutarli nuovamente e ringraziarli di cuore, con il nostro abbraccio brasiliano espansivo e sincero, per tutto il bene che ci hanno portato e che hanno lasciato tra di noi. Insieme a loro vogliamo anche salutare e rigranziare la Diocesi di Milano, le loro famiglie e gli altri giovani.

Tutti possano sentirsi fieri e orgogliosi di queste ragazzi e ragazze, che insieme a monsignor Mario Delpini, a don Maurizio Tremolada e agli altri sacerdoti, hanno dato una testimonianza di vita, unione, disposizione e generositá, oltre a una carica di simpatia, allegria, impegno e apertura alla nostra cultura e alla nostra mentalitá e maniera di essere e di vivere. Le nostre famiglie li hanno sentiti e considerati come figli, «i figli di Milano». «Le nostre figlie di Milano sono troppo brave, simpatiche, educate…» è una delle frasi piú volte repetute in questi giorni. I nostri giovani, scambiando idee, canti e danze, si sono sentiti amici da anni.

La comunità intera è stata presente desiderando che i giovani si sentissero in casa, offrendo loro l’opportunità di conoscere la nostra cultura, la nostra musica, le nostre danze e la nostra città. Ma anche di sentire con noi i gravi problemi del nostro popolo, come la povertà, le favelas, le ingiustizie sociali, le angustie dei migranti e rifugiati, vittime di guerre e persecuzioni e oppressioni.

Il momento più profondo della nostra indimenticabile convivenza è stato quello di celebrare con tutta la comunità la nostra fede comune e il modo di essere Chiesa. Una Chiesa famiglia, dove tutti sono uguali, accolti e importanti, uniti nell’amore fraterno, sincero e concreto.

Una Chiesa semplice, povera e dei poveri, umile, aperta a tutti, attiva e missionaria. Nei giovani e nelle parole del Vescovo abbiamo scoperto uma fede adulta e cosciente, un impegno concreto con esperienze di volontariato, visione e decisione nell’affrontare le difficoltà e gli ostacoli che i giovani oggi incontrano.

Il nostro saluto e il nostro augurio non é un semplice Arrivederci, chissà quando! Ma un Até logo, che vuol dire A subito, al piú presto possibile. Tutti ci hanno detto, salutando, e lo ripetiamo: Tornate presto!

Grazie per essere venuti, per essere stati con noi, allegri e felici, insieme a noi.

A nome di tutti, ciao, un abbraccio amico.

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