In questa giornata alla Diocesi è richiesto di aiutare a titolo di carità i sacerdoti anziani e malati che necessitano, anche economicamente, di supporti talvolta onerosi

di Luisa BOVE

Opera Aiuto Fraterno

È una tradizione cara alla Diocesi, quella di destinare le offerte raccolte durante la Messa crismale e le Messe in coena Domini del Giovedì santo alla Fondazione Opera Aiuto Fraterno per l’assistenza ai preti anziani e malati.

In particolare la colletta che si effettuerà tra il clero diocesano durante la celebrazione presieduta dall’Arcivescovo in Duomo alle 9.30, rappresenta un gesto molto significativo. Nel ricordare ai preti ambrosiani l’importanza di questo gesto, il Vicario generale monsignor Mario Delpini scrive: «L’uso del denaro dice molto di una persona, molto di più di tanti discorsi e di tanti titoli. Che cosa dice di noi preti il modo con cui usiamo i nostri soldi? Dobbiamo certo riflettere un poco e correggere alcune tendenze». E aggiunge: «Raccomando la colletta non tanto come un atto di generosità – scrive ancora Delpini -, ma come condivisione dei beni, perché nessuno manchi del necessario, per dare evidenza a uno dei pilastri della comunità cristiana». E ancora, è un gesto che esprime «la nostra appartenenza al presbiterio, la fiducia che la solidarietà tra noi e l’assicurazione più promettente per i nostri confratelli anziani o malati e per noi tutti per i tempi della vecchiaia e per le situazione di malattia».

Non tutti i sacerdoti potranno essere in Duomo giovedì prossimo, «perché le gambe non ci reggono più, o perché la nostra mente è entrata nell’oblio – scrivono sul mensile del Seminario La Fiaccola i preti assistiti dalla Fondazione -. Nelle nostre condizioni di salute anche le risorse su cui possiamo contare sono limitate: il sistema di sostentamento del clero, i sostegni assicurativi, gli aiuti pubblici e i nostri risparmi non sono più sufficienti a fare fronte ai bisogni quotidiani».

Di fronte alle tante necessità e al numero sempre più elevato di preti anziani, fin dal 2005 l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi aveva sancito con un apposito decreto la prassi di donare interamente all’Opera Aiuto Fraterno anche il ricavato della colletta delle liturgie in Coena Domini. Giovedì sera, quindi, in tutte le parrocchie e comunità della Diocesi saranno raccolte le offerte da destinare alle diverse forme di sostegno del clero. «Dobbiamo tutti avere la franchezza e l’umiltà di invitare i fedeli a esprimere, anche con la loro offerta, la gratitudine per il dono dei preti a servizio della comunità», insiste monsignor Delpini. E concludono i preti anziani: «Abitiamo nelle parrocchie dove abbiamo svolto il nostro ministero, in piccole comunità sacerdotali, in residenze protette. Alcuni tra noi possono ancora svolgere qualche servizio pastorale; altri esprimono nella preghiera e nell’offerta della sofferenza a sostegno della Chiesa la loro gratitudine al Signore per il ministero che durerà tutta la vita. E tutti vi siamo riconoscenti se ancora potete sostenere la nostra esistenza fragile».

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