Dopo il primo incontro “virtuale” per Gallarate, proseguono con la modalità in videochat gli appuntamenti nei Decanati

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Con l’inizio dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus le visite pastorali dell’Arcivescovo ai Decanati ambrosiani sono state sospese.

Nei mesi precedenti la pandemia, in occasione di queste visite l’Arcivescovo aveva incontrato i giovani (18-30enni) dei Decanati nell’ambito di una serata pensata appositamente per loro. Così era avvenuto per i giovani dei Decanati di Bresso, Treviglio e Bollate tra novembre e gennaio: un’esperienza molto partecipata e positiva.

Si è così deciso di riprendere questi appuntamenti che hanno per protagonisti i giovani e l’Arcivescovo: in che modo, visto che le restrizioni a incontrarsi sono tuttora in vigore? È molto semplice, ci si trasferisce online, com’è ormai prassi – in queste ultime settimane – anche nell’ambito scolastico e universitario.

Dopo la prima serata che ha coinvolto i giovani del Decanato di Gallarate, la seconda si terrà lunedì 11 maggio alle 21, quando l’Arcivescovo “incontrerà” virtualmente i giovani del Decanato di Cantù (per informazioni sulle modalità del collegamento online scrivere a don Eugenio Calabresi: doneug_calabresi@alice.it); la terza, invece, martedì 12 maggio con i giovani del Decanato di Besozzo (per informazioni sulle modalità del collegamento online scrivere a don Luca Tocchetti: lucatok2004@gmail.com).

Anche in queste occasioni l’invito alla partecipazione è rivolto ai gruppi giovanili del decanato (associazioni, movimenti, gruppi sportivi…), ai loro educatori e a tutti quei giovani interessati a un confronto “aperto” con l’Arcivescovo sulle grandi domande e sulle questioni aperte in campo ecclesiale, politico, sociale e più in generale all’interno del quadro piuttosto articolato delle relazioni tra le giovani generazioni ed il mondo degli adulti.

Il confronto si svolgerà tramite videochat, durante la quale alcuni giovani avranno la possibilità di porre all’Arcivescovo spunti di riflessione o domande. Alcune di queste riguarderanno certamente questo tempo così drammatico, alla ricerca di qualche chiave di lettura alla luce della fede in Gesù. I giovani avranno anche l’opportunità di raccontare all’Arcivescovo le esperienze di preghiera, di gruppo (anche a “distanza”) e di servizio che vivono nella Chiesa locale e in Decanato.

Secondo le indicazioni contenute nella Christus Vivit, l’esortazione apostolica post-sinodale che papa Francesco ha rivolto ai giovani, anche questi appuntamenti saranno pertanto uno spazio di confronto, un modo semplice e fraterno per proseguire nell’ascolto, nella conoscenza reciproca tra i 18-30enni della nostra Diocesi e l’Arcivescovo e nella riflessione circa il rapporto tra la fede e la vita quotidiana.

Le serate si concluderanno con una preghiera semplice e un mandato missionario per continuare a generare scintille: perché, come ci ha più volte ricordato il nostro Arcivescovo, «basta una scintilla perché si accenda un grande fuoco».

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