Ai 6500 partenti per Cracovia l’Arcivescovo consegnerà il mandato durante la Veglia vocazionale in Duomo “L’avete fatto a me”, preceduta da una giornata dedicata alle opere corporali e da un cammino dal Castello Sforzesco alla cattedrale guidato dallo stesso Cardinale. Diretta tv e web

di don Maurizio TREMOLADA
Responsabile del Servizio Giovani

GMG 2016 - Logo - Milano

Mancano ormai poche settimane alla XXXI Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia (26-31 luglio), sul tema «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7).

Dopo aver meditato sulle Beatitudini evangeliche, i giovani ambrosiani, guidati e accompagnati dai loro educatori, stanno percorrendo l’ultimo tratto del cammino che li condurrà a Cracovia per stringersi intorno a papa Francesco, insieme a centinaia di migliaia di loro coetanei provenienti da ogni parte del mondo.

Quest’ultimo tratto di cammino i giovani lo vivranno in maniera molto concreta. Non solo continueranno a riflettere sulle Beatitudini, ma cercheranno anche di declinarle in opere e testimonianze, rispondendo all’invito fatto dallo stesso Pontefice, che così scrive nel Messaggio per la XXXI Gmg 2016: «A me piace sempre associare le Beatitudini evangeliche al capitolo 25 di Matteo, quando Gesù ci presenta le opere di misericordia e dice che in base a esse saremo giudicati. Vi invito perciò a riscoprire le opere di misericordia corporale… E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale… Come vedete, la misericordia non è “buonismo”, né mero sentimentalismo. Qui c’è la verifica dell’autenticità del nostro essere discepoli di Gesù, della nostra credibilità in quanto cristiani nel mondo di oggi».

Per questo motivo, nella mattina e nel pomeriggio di sabato 30 aprile ciascun giovane che parteciperà alla Gmg di Cracovia potrà vivere un’esperienza di servizio legata alle opere di misericordia corporale, individuando sul territorio della Diocesi – con l’aiuto della Caritas – una realtà dove offrire il proprio tempo, le proprie energie e incontrare persone che vivono in situazioni di disagio sociale. A Milano i giovani serviranno da mangiare ai senza tetto alla mensa Opera Cardinal Ferrari, aiuteranno nei compiti i ragazzi che frequentano il doposcuola parrocchiale alla Barona, incontreranno gli ospiti delle case-alloggio per persone con Hiv dell’associazione A77, conosceranno gli stranieri richiedenti asilo alla Grangia di Monluè, accoglieranno i pellegrini in arrivo al centro Nocetum, visiteranno gli anziani del Centro Girola della Fondazione Don Gnocchi, visiteranno i detenuti nelle carceri. Servizi di volontariato analoghi saranno attivati in tutte le città della Diocesi.

La giornata proseguirà poi nel centro di Milano. Alle 18 i giovani si ritroveranno presso il Castello Sforzesco da dove, preceduti dalla croce della Gmg, si avvieranno a piedi fino in Duomo. A guidarli sarà lo stesso Arcivescovo, cardinale Angelo Scola. Attraversando la Porta Santa faranno il loro ingresso in Cattedrale dove, tra le 19 e le 20, avranno la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione all’interno di un momento di preghiera animato con canti e letture di testi di meditazione. In questo modo potranno vivere il Giubileo della Misericordia, occasione non solo per accogliere la misericordia del Signore, ma anche per aprire il loro cuore verso i fratelli e le sorelle che vivono nelle periferie esistenziali.

Alle 20 inizierà la Veglia vocazionale presieduta dall’Arcivescovo. Ci sarà il “Racconto della Misericordia”, grazie alle testimonianze di giovani che hanno compiuto in prima persona gesti di misericordia, alle quali seguirà quella di un diacono prossimo all’ordinazione sacerdotale. Infine il Cardinale consegnerà ai giovani il mandato a partecipare alla XXXI Gmg: un invito rivolto a ciascuno di loro a essere “testimoni della Misericordia”.

La speranza è che questo mandato, un vero e proprio “cammino di Misericordia”, conduca ciascun giovane della Diocesi a celebrare il suo Giubileo a Cracovia avendo sperimentato la verità delle parole di Gesù: «Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me».

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