Redazione

Raffaella, della parrocchia di Lurago Marinone, ha aderito per conto della sua comunità alle sperimentazione sul “sostegno alla genitorialità”, che, nell’ambito del progetto “Oratorio oggi e domani”, pensa ai genitori come destinatari di specifiche attenzioni educative.

di Raffaella Berlusconi
Associazione oratorio Lurago Marinone

Se ripenso alla sera in cui mio marito, dopo la riunione del Consiglio dell’Associazione oratorio, mi propose di partecipare a un incontro di presentazione di alcuni progetti da parte della Fom, ricordo di aver pensato che fosse una proposta molto interessante, anche se, lo ammetto con riluttanza, l’idea di impiegare un sabato mattina non mi garbava molto!

Il 12 novembre 2005 io e Sara, che conoscevo solo di vista, ci siamo imbarcate in questa avventura partecipando all’Assemblea degli oratori in cui sono stati presentati il 14 progetti pilota del percorso “Oratorio oggi e domani”. Quello relativa al “sostegno alla genitorialità” ci è parso subito adatto alle esigenze del nostro piccolo paese, di circa 2000 abitanti, e ha incontrato il nostro interesse per le iniziative rivolte alle famiglie.

L’idea di offrire alle famiglie la possibilità di confrontarsi, di conoscersi meglio e di incontrarsi per iniziative mirate, in cui anche i bambini abbiano un loro spazio e sentano di prendere parte a un progetto importante, è sicuramente di grande attualità, perché risponde all’esigenza dei genitori di non sentirsi soli in un cammino che a volte è veramente faticoso. Insieme a Sara, abbiamo deciso di presentare il progetto al parroco, che ha immediatamente aderito alla proposta, entusiasta del fatto che finalmente si intercettassero le esigenze delle famiglie.

Con lui abbiamo individuato una rosa di persone che avrebbe potuto far parte del gruppo di lavoro: abbiamo contattato il sindaco, un’insegnante della scuola elementare, le suore e il presidente per la scuola materna, nel tentativo di coinvolgere tutte le forze in campo per ottenere il miglior risultato possibile. Volevamo davvero “scavalcare” le porte della parrocchia, per raggiungere proprio tutti.

Dubbi e perplessità non sono certo mancati: all’inizio il sentimento più diffuso nel gruppo di lavoro era proprio la sensazione di un’impossibilità a realizzare qualcosa di simile nel nostro paese. Eppure, ad ogni incontro, tutti erano sempre presenti, decisi a portare a termine quest’avventura. Seguendo le indicazioni forniteci dal progetto, abbiamo organizzato il lavoro e, ora che siamo partiti, posso dire che sicuramente è stato meno complicato di quanto ci aspettassimo.

Il 7 maggio scorso ha avuto luogo il primo incontro, cui hanno partecipato più di 40 famiglie, numero per noi eclatante, che dimostra quanto bisogno ci sia di un’attenzione specifica alla formazione dei genitori. L’obiettivo, adesso, è continuare con lo stesso entusiasmo per tenere vivo l’interesse di tutti e, soprattutto, per cercare di creare quella rete tra famiglie che certamente è il compito più difficile da realizzare. Difficile ma non impossibile, se si crede veramente che “uscire dal guscio” può essere la risposta a tanti mali del nostro tempo.

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