Redazione

L’intervento dell’Arcivescovo «non è un atto d’accusa» per il presidente della Provincia Filippo Penati, «ma un discorso forte». Vede «per la cittadinanza un grande impegno, anche in previsione preelettorale». Il cardinale ha toccato il tema dei diritti, come quello «di avere un futuro migliore per tutti, delle giovani coppie ad avere una casa, ma anche il diritto di cittadinanza e per quelli che vengono da lontano si tratta del diritto di voto». E ha aggiunto: «Per costruire una comunità l’espressione più alta è la possibilità di far partecipare alla cosa pubblica, alla democrazia, alle scelte che riguardano la propria vita, tutti coloro che sono membri della comunità, anche se vengono da lontano e che hanno diritto di avere cittadinanza».

«Vedo un forte impegno a lavorare per la città», ha riconosciuto il presidente, tenendo conto che «Milano ha 1,3 milioni di abitanti, di cui 150 mila lavoratori stranieri». E ha concluso: «Credo che sia arrivato il momento di passare dalla tolleranza a politiche per l’integrazione che sono un passo avanti verso quel diritto di cittadinanza e quel senso di comunità di cui ha parlato con grande forza e grande coraggio l’Arcivescovo».

Rispetto al tema dell’insicurezza Penati ha detto che «Milano ha bisogno di abbandonare paura e insicurezza», per imboccare un «percorso di speranza», a cominciare dalla «cittadinanza».

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