Nel suggestivo tempio seicentesco nel cuore della città Novena in corso fino al 18 marzo. Nel giorno della Solennità diverse Messe, il Rosario, la Supplica e il bacio della reliquia

San Giuseppe
«San Giuseppe col bambino», opera dello scultore Elia Vincenzo Buzzi

In occasione della festività di San Giuseppe, martedì 19 marzo, il Santuario arcivescovile a lui intitolato a Milano, situato in largo Victor de Sabata (MM1 Duomo, a pochi passi dalla Scala, lungo via Verdi), promuove diverse iniziative.

Anzitutto la Novena, in corso fino a lunedì 18 marzo (Messe feriali alle 7.50); al termine della Messa viene recitata la Supplica a San Giuseppe e si bacia la reliquia.

Nel giorno della Solennità, martedì 19, Sante Messe con omelia alle 7.50, 10.30 e 13.30 (questa rivolta ai lavoratori nella loro pausa pranzo). La Messa solenne è in programma alle 17, preceduta alle 16 da un momento di preghiera dedicato specificatamente al Santo, con la recita del Rosario di San Giuseppe, la Supplica e il bacio della reliquia.

A tutti i gruppi, associazioni, movimenti, parrocchie è data poi la possibilità di visite guidate al Santuario; per la prenotazione delle visite telefonare allo 02.80.523.20 oppure scrivere direttamente al Rettore, monsignor Silvano Macchi (silvano.macchi@unicatt.it).

È estremamente raro trovare un Santuario dedicato al culto di San Giuseppe (l’unico poi di proprietà di una Banca: Intesa San Paolo). Sembra che il silenzio, l’ombra che accompagna la figura di questo Santo – sposo di Maria e “padre” di Gesù (Verbi Te pater dici, come canta audacemente l’inno del mattutino Cetum, Joseph, decus), definito anche il Santo silenzioso, così centrale nella storia dell’evento cristiano – attraversi anche lo spazio architettonico, liturgico e devozionale (per quanto il florilegio delle devozioni popolari sia assai numeroso, ma sconosciuto). Eppure si tratta del Patrono universale della Chiesa, oltreché dei moribondi e dei lavoratori.

È raro anche trovare in Diocesi e nella stessa città di Milano cristiani, fedeli, visitatori, che siano a conoscenza del Santuario a lui dedicato, ove è possibile e raccomandata la sosta per la pratica del culto giuseppino, il Santo «il cui potere rende possibili le cose impossibili», come ricordava San Francesco di Sales e più recentemente papa Francesco.

Si tratta oltretutto di una delle chiese più belle di Milano, in cui sono conservate, oltre all’edificio seicentesco, tipica espressione del barocco lombardo, pale d’altare di notevolissimo valore e pregio artistico e spirituale quali quelle del Procaccini (con l’afflitto e composto Transito di Giuseppe), del Ceranino (l’ombrosa grazia del Lo sposalizio della vergine), del Lanzone (con la incantevole e coloratissima La fuga in Egitto) e del Montaldo (con la barocca e selvatica La predicazione di Giovanni Battista), ossia dei pittori più noti del Seicento dell’area milanese-lombarda e non. Anche il pavimento del Santuario è “firmato”, realizzato dall’architetto dello stesso edificio sacro, Francesco Maria Richini, con lastre in marmo nero, bianco e rosso alternati, che creano un suggestivo motivo a spirale concentrica nell’aula ottagonale della chiesa; così come la statua principale del Santo, San Giuseppe col bambino, al centro del presbiterio, opera dello scultore Elia Vincenzo Buzzi, uno dei protagonisti della scultura lombarda del XVIII secolo, di notevolissima e squisita fattura.

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