È il primo luogo di incontro con Cristo. E con la verità del nostro essere persona

di Luca BRESSAN
Vicario episcopale

lettera pastorale

«La famiglia è la prima scuola della fede: per gli sposi, anzitutto, chiamati a sostenersi vicendevolmente nell’affascinante strada della santità, per i figli generati alla vita dall’amore del padre e della madre e dalla loro testimonianza introdotti al suo significato ed educati a vivere la passione per tutta la realtà». Celebriamo la Festa della Famiglia nell’orizzonte dell’Anno della Fede, e le parole piene di realismo e di speranza cristiana con cui il nostro Arcivescovo descrive la realtà della famiglia nella sua lettera pastorale ci permettono di mettere immediatamente a fuoco il tema.

Da un lato, il messaggio cristiano sul matrimonio e la famiglia è un grande dono che rende la famiglia un luogo esemplare di testimonianza della fede, per la sua capacità profetica di vivere in modo distillato i valori fondamentali dell’esperienza cristiana: reciprocità nella differenza di genere come luogo di manifestazione del volto di Dio tra noi, apertura alla vita, condivisione e comunione, dedizione ai più deboli, attenzione educativa, grande affidamento a Dio come sorgente dell’amore che da l’unione. È per questo motivo che occorre investire energie nella pastorale familiare, proprio in questa prospettiva missionaria e testimoniale.

D’altro lato, la Chiesa riconosce alla famiglia quel ruolo di educatore – trasmettitore delle grammatiche antropologiche fondamentali senza le quali non si accede all’alfabeto della fede cristiana; senza le quali prima ancora non si accede ad alcuna esperienza di senso. È questo un secondo motivo che spiega il legame profondo tra Chiesa e famiglia, l’aiuto che la Chiesa intende dare alla famiglia, l’aiuto che si attende dalla famiglia. Sovente le famiglie sono immerse in forti tensioni, a causa dei ritmi di vita, del lavoro che si fa incerto, della precarietà che avanza, della stanchezza in un compito educativo che si fa più arduo.

Le famiglie stesse che hanno preso coscienza delle loro difficoltà sentono bisogno del sostegno della comunità, fatto di accoglienza, di ascolto e di annuncio del Vangelo, di accompagnamento nel loro compito educativo. L’obiettivo comune a tutte le esperienze è far sì che la famiglia abbia sempre più un ruolo attivo nel processo di trasmissione della fede. Quello della famiglia infatti rappresenta il momento domestico della formazione alla fede attorno ai tre doni fondamentali che la generazione umana custodisce e trasmette anche per la nascita dei figli di Dio: la fiducia nella vita, la responsabilità personale, l’apertura al mondo. Senza questo fondamento famigliare, crescere nella fede cristiana sarebbe davvero più arduo e difficile

da Avvenire,26/01/2013

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