Nella Lettera pastorale e nel Discorso alla città Scola riflette sulla sfida costituita dall'evento del 2015

di monsignor Luca BRESSAN
Vicario episcopale

copertina 'Il campo è il mondo'

Il discernimento attento di tutte le manifestazioni dell’umano – così come ci è stato proposto dalla lettera pastorale – si sofferma con attenzione sull’evento di Expo2015. Questa manifestazione, ci indica il cardinale Scola, «può rappresentare una occasione perché la Milano del futuro trovi la sua anima. Fin da ora, tanto il tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” – che ci invita a considerare il creato come dimora di cui avere cura e come risorsa da utilizzare con equilibrio -, quanto la presenza della grande maggioranza dei Paesi del mondo con l’arrivo di milioni di visitatori, costituiscono una salutare pro-vocazione. Pongono tutte le componenti della società di fronte (pro) a un invito (vocazione) che non può essere disertato da nessuno».

Il discorso alla città del nostro Arcivescovo, pronunciato nei primi vespri della solennità di Sant’Ambrogio, è tornato sul tema, mostrandoci in modo esemplare come assumere l’avvenimento di Expo 2015 come salutare provocazione e occasione per testimoniare la nostra fede.

Il cuore di una simile testimonianza è la capacità di dilatare i confini della ragione umana, perché giunga a declinare in modo nuovo e più completo il discorso ecologico. Come ci indicava Papa Benedetto XVI, siamo invitati a sviluppare le conseguenze di un neologismo da lui coniato: il concetto di «ecologia della persona umana». Indicando le conseguenze di una crisi che potrebbe minare la tenuta della società nel suo insieme, Papa Benedetto indica la possibile via di uscita da un simile rischio nello sviluppo di un’ecologia dell’uomo, intesa in senso giusto, ovvero di un modo di immaginare la comprensione del mondo e lo sviluppo della scienza che tenga conto di tutte le dimensioni che strutturano l’esperienza umana, compresa l’apertura alla verità e l’originaria relazione con Dio.

La fede cristiana sostiene l’intelligenza nella comprensione dell’equilibrio profondo che regge la struttura dell’esistenza e della sua storia. Svolge questa operazione non in modo generico o dall’esterno, ma condividendo con la ragione la sete di sapere, la sete di ricerca, orientandola verso il bene dell’uomo e del cosmo. La fede cristiana contribuisce alla comprensione del contenuto profondo delle esperienze fondamentali dell’uomo, quale appunto quella del nutrire. Diviene in questo modo energia per la vita. Partecipare a Expo 2015 essendo capaci di manifestare come la nostra Chiesa locale è capace di vivere questo compito di confronto critico e di indirizzo è la sfida che la proposta pastorale ci chiede di rilevare. Proprio ricordandoci che “il campo è il mondo”.

 

da Avvenire, 14/12/2013

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