La Fondazione San Carlo (emanazione di Caritas Ambrosiana) pronta a intervenire per la ristrutturazione di alloggi fuori graduatoria a favore di persone svantaggiate. Segnali di disponibilità anche dalle parrocchie

di Francesca LOZITO

Luciano Gualzetti
05 -02-2009 MILANO, ARCIVESCOVADO IL CARDINALE PRESIEDE ALLA CONFERENZA STAMPA SUL FONDO FAMIGLIA - LAVORO

Affrontare con decisione il problema casa. Anche la Chiesa ambrosiana continuerà a dare il proprio contributo concreto, attraverso gli strumenti che ha messo in campo da tempo su questo fronte. Lo ha ribadito nei giorni scorsi l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, durante la visita ad alcune famiglie delle case popolari di via Salomone.

Oggi sono 200 gli alloggi amministrati dalla Fondazione San Carlo, emanazione di Caritas ambrosiana, che ha tra i suoi compiti proprio quello di provvedere a soluzioni nelle situazioni di emergenza abitativa. La Fondazione San Carlo è impegnata attraverso varie iniziative: appartamenti per l’accoglienza di stranieri (a cui si accompagna sempre un sostegno al contesto lavorativo), alloggi solidali, luoghi di pronta accoglienza per senza dimora, appartamenti per persone in difficoltà. Ognuna di queste diramazioni dell’attività si svolge in diversi luoghi della Diocesi: da Caronno Pertusella a Lecco, a Concorezzo.

Negli ultimi giorni l’attenzione è puntata su Milano, dove i recenti fatti di cronaca – gli sgomberi dalle occupazioni abusive – hanno riportato in primo piano l’emergenza abitativa. Da parte della Diocesi c’è la disponibilità a destinare 2 milioni di euro (uno dell’8 per mille e uno dei fondi della Curia) alla ristrutturazione e gestione fino a 100 appartamenti.

«Stiamo prendendo parte alle riunioni in Comune con altri soggetti sociali – spiega il presidente della Fondazione San Carlo, Luciano Gualzetti -. Se sarà confermato lo sblocco di alcuni appartamenti cosiddetti “fuori graduatoria”, ovvero troppo piccoli per essere assegnati, e ci verrà affidata la ristrutturazione, provvederemo a portarla a termine e a inserire queste nuove possibilità abitative per persone svantaggiate a quelle che già abbiamo a disposizione». Ma l’attenzione si rivolge anche ad alloggi messi a disposizione dalle comunità parrocchiali. «Proprio nei giorni scorsi – spiega ancora Gualzetti – da una parrocchia mi hanno comunicato la disponibilità di un appartamento che faceva parte di un lascito di eredità con il preciso scopo di utilizzo sociale».

 Se dunque ci sarà anche questo passo ulteriore con il Comune di Milano «si provvederà», sottolinea Gualzetti, «al reperimento delle necessarie risorse (per ogni appartamento si stimano circa 20 mila euro di spesa di ristrutturazione, ndr)», che saranno messe a disposizione dalla Diocesi. Quel che è certo, conferma Gualzetti, «è che, come ha annunciato l’Arcivescovo, ci sarà un’iniziativa importante sulla casa».

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