Presentata la struttura al centro della “Festa delle Testimonianze” di sabato 2 giugno e della solenne celebrazione presieduta da Benedetto XVI che domenica 3 giugno concluderà l’Incontro mondiale

di Luisa BOVE

Monsignor Erminio De Scalzi

L’aeroporto di Bresso che ospiterà il Papa per la “Festa delle testimonianze” e la Messa conclusiva del VII Incontro mondiale delle famiglie è un cantiere aperto. Non sembra, ma ci stanno lavorando 500 persone sparse in un’area di 5 chilometri e mezzo. La grossa macchina organizzativa è all’ultima settimana intensa di lavoro. Oggi pomeriggio tutti i rappresentanti coinvolti nel grande evento di Chiesa hanno incontrato i giornalisti per l’ultima conferenza stampa sul luogo. Erano presenti anche alcuni sindaci dei comuni limitrofi e, in rappresentanza di quello di Milano, il vicesindaco Maria Grazia Guida e l’assessore Marco Granelli.

Il presidente della Fondazione Milano Famiglia 2012, mons. Erminio De Scalzi, si è detto «ottimista» e ha sottolineato che il grande lavoro fin qui svolto «si fonda sulla gratuità di tante persone». Gli fa eco il consigliere delegato Daniele Conti che assicura: «Gli sforzi sono ben riposti e quello che era un aeroporto, ora ha quasi le caratteristiche di un luogo che ospiterà centinaia di migliaia di persone».

Il palco che accoglierà il Papa (e 600 tra cardinali, vescovi…) è una struttura in legno e cristal trasparente e con riproduzioni delle vetrate del Duomo di Milano, come spiega il progettista Lucio Furlani e realizzato con «materiali ecosostenibili». Nulla infatti andrà sprecato, ha aggiunto De Scalzi, perché i teli trasparenti o colorati e il legname verranno donati al cappellano del carcere Beccaria don Claudio Burgio (che ha composto l’inno del Family2012) per allestire il nuovo centro di accoglienza di Vimodrone. La cooperativa Kronos infatti si occupa di inclusione sociale e lavorativa di adolescenti e giovani. Anche i giochi e gli scivoli a disposizione dei bambini durante il Congresso dei ragazzi saranno donati alle scuole materne e i fiori dell’altare ripiantati nei giardini.

Mentre parliamo gli operai sono al lavoro sotto il sole. «Quello di Bresso», dice Francesco Ferrari, direttore dei lavori, opere civili e strutture dell’area, «è senz’altro il cantiere più grande a Milano a livello di superficie e con 20 mila metri quadrati di pavimentazione per corridoi e pedane per le sedie».

Gli aspetti della viabilità e trasporto hanno richiesto molto impegno, ma la mancanza della nuova Linea 5 della metropolitana «non è preoccupante per noi», chiarisce don Bruno Marinoni, responsabile area operativa di Fondazione Milano. Per raggiungere Bresso ci sono mezzi in abbondanza: treni, metropolitana e mezzi di superficie, inoltre sono stati previsti alcuni parcheggi per avvicinarsi a quello che è stato chiamato “l’ultimo miglio”. Intorno all’aeroporto verranno tracciati percorsi colorati fino all’ingresso dell’area così da facilitare i pellegrini ed evitare il disorientamento. In ogni caso sabato e domenica ci saranno 5 mila volontari impegnati a prestare servizio e i professionisti della Protezione civile in caso di necessità particolari. Sono previsti inoltre dei bus nell’area pedonale, continua don Marinoni, «per permettere anche persone di una certa età di raggiungere il campo volo». Ma i più sportivi potranno arrivare a Bresso anche in bicicletta, perché non bisogna dimenticare che è pur sempre un parco.

«È stata creata una Zona a traffico limitato (Ztl)», dice Pietro Garbagnati, commissario capo della Polizia locale del Comune di Milano, «lavorando anche con i comuni limitrofi». Insomma è assicurata «l’accessibilità, l’ordine e la sicurezza».

I pellegrini potranno raggiungere l’area fin dalle 4 del mattino di domenica 3 giugno, il consiglio è comunque quello di non arrivare oltre le 9 (la celebrazione inizierà alle 10 e si concluderà con l’Angelus, ndr). Anche chi dovesse decidere la mattina stessa di partecipare alla Messa con Benedetto XVI, potrà raggiungere Bresso con i mezzi, meglio se aggregandosi ai gruppi parrocchiali. «Il Papa aspetta tutti», conclude don Marinoni.

Sono attesi naturalmente anche i disabili, in carrozzina o sui lettini. Per loro verrà allestita un’area sotto il palco di 3 mila posti: 1500 per gli assistiti e 1500 per gli accompagnatori. «La Caritas Ambrosiana», dice il vicedirettore Luciano Gualzetti, «ha coordinato il gruppo composto da Sacra Famiglia, Istituto Don Gnocchi, La Nostra Famiglia e Unitalsi». I volontari e i mezzi dell’Unitalsi preleveranno i disabili dai punti di accesso e li accompagneranno fino all’area dedicata. Tutti gli iscritti sono stati contattati direttamente e mancano solo gli ultimi. «Avremo anche i traduttori dei linguaggi dei segni per i sordomuti», aggiunge Gualzetti, «così potranno seguire meglio e ascoltare le parole del Papa».

«Al termine della Messa Benedetto XVI offrirà il pranzo a cento famiglie meno abbienti», conclude il vicedirettore della Caritas, «saranno preparati 300-350 posti nella mensa dell’Università Cattolica in via Necchi». La scelta è stata fatta tra coloro che per necessità si sono rivolti al Fondo famiglia-lavoro, ma le famiglie sono segnalate anche dalla Casa della carità, Comunità di Sant’Egidio e dai Padri Somaschi».

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