Iniziative comuni per celebrare il tradizionale appuntamento della Giornata per il dialogo, giunto alla sua XVIII edizione. Alle 18.30 al Museo del Duomo un dialogo a due voci tra il cardinale Scola e il rabbino Laras

di Luisa BOVE

scola laras lectio

Nel 2014 la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei sarebbe caduta di venerdì, cioè nel giorno in cui – secondo la tradizione – gli ebrei avrebbero accolto il sabato. Tale coincidenza avrebbe quindi reso più difficile la loro partecipazione alle iniziative comuni promosse per la Giornata; per questo le autorità religiose del mondo ebraico in Italia ha stabilito di anticipare l’evento a giovedì 16 gennaio. La Giornata, che è giunta alla sua XVIII edizione, nella Diocesi ambrosiana vedrà coinvolti in prima persona il rav Giuseppe Laras e l’arcivescovo di Milano cardinale Angelo Scola.

«La stima, l’amicizia, il dialogo e la collaborazione fraterna tra cristiani ed ebrei continuano a crescere, a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II», si legge nella prefazione del sussidio per le celebrazioni firmata da Mansueto Bianchi, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, e rav Elia Enrico Richetti, presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia.

Il dialogo, avviato da papa Giovanni XXIII fin dal 1962, con la dichiarazione conciliare Nostra Aetate, è vivo ancora oggi, ed è passato da altri momenti importanti che ha visto a confronto Giovanni Paolo II con rav Elio Toaf (1986); Benedetto XVI con rav Riccardo Di Segni (2010).

Alla Giornata di dialogo, promossa dalla Cei, collabora anche l’Assemblea rabbinica italiana e dal 2005 la scelta è stata quella di dedicare la riflessione a uno dei dieci comandamenti di Mosè (Esodo 20, 1-17). Quest’anno siamo giunti all’ottava parola che è “Non rubare”, che dunque detta il tema del 16 gennaio. «Come ebrei e come cristiani – si legge ancora nella prefazione – possiamo insieme cogliere tutta l’importanza teologica e sociale, con le amplissime conseguenze per l’etica personale e pubblica che ne derivano».

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