La Chiesa ambrosiana si stringe con affetto all'Arcivescovo all’inizio del terzo anno del suo episcopato

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Un ingresso a più tappe: la prima a Malgrate, con un momento di preghiera nella chiesa parrocchiale del paese natale e un simpatico colloquio con i chierichetti; la seconda nella Basilica di Sant’Eustorgio, il più antico luogo di culto cristiano a Milano, in preghiera con 180 catecumeni che si preparavano al Battesimo; la terza, infine, in Duomo, con la consegna del Pastorale di San Carlo da parte del cardinale Tettamanzi e la solenne celebrazione eucaristica. Questo è stato, domenica 25 settembre 2011, esattamente due anni fa, l’ingresso ufficiale del cardinale Angelo Scola nella Diocesi di Milano. Nominato Arcivescovo da Benedetto XVI il 28 giugno 2011, ha preso possesso della Diocesi il 9 settembre successivo.

Il momento dell’ingresso, però, non si è esaurito quel giorno. Col proposito di “entrare per ascoltare”, infatti, tra la fine di settembre e il mese di novembre il Cardinale ha avuto alcuni incontri significativi: con i Consigli presbiterale e pastorale diocesano, con quattro “realtà” specificamente individuate (fragilità, cultura e comunicazione, economia e lavoro, politica) e con le sette Zone pastorali, visitate personalmente.

Stringendosi con affetto al cardinale Scola – che tra l’altro, durante il suo recente viaggio in Serbia, il 21 settembre ha festeggiato il 22° anniversario di ordinazione episcopale -, la Diocesi di Milano entra quindi nel suo terzo anno di episcopato ambrosiano, improntato dalla sua proposta pastorale “Il campo è il mondo”.

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