Don Fausto lascia la parrocchia di S. Maria del Rosario a Milano per coordinare i confessori in Duomo. Nominato anche Delegato arcivescovile per gli esorcisti. Succede rispettivamente a monsignor Gianfranco Meana e a monsignor Angelo Mascheroni

di Luisa BOVE

Don Fausto Gilardi

Dal 1° settembre don Fausto Gilardi sarà Penitenziere maggiore del Duomo e Delegato arcivescovile per gli esorcisti. «Non me l’aspettavo», ammette, ma ha accettato il duplice incarico «con spirito di obbedienza e servizio». Per il primo incarico succede a monsignor Gianfranco Meana, per il secondo sostituisce monsignor Angelo Mascheroni. Dopo 17 anni lascia «con sofferenza» la sua amata parrocchia milanese di S. Maria del Rosario, «un distacco che mi costa molto, anche perché il ruolo di penitenziere mi pone a un contatto diverso con la gente». Non a caso nei suoi fedeli ha visto «tante manifestazioni di affetto, ma sono anche contenti che abbia ricevuto questa prova di fiducia».

«Come Penitenziere maggiore, oltre al servizio delle confessioni con orari prestabiliti – spiega don Gilardi -, avrò il compito di coordinare il lavoro dei sacerdoti che confessano in Duomo e che ora sono 41». Il cardinale Scola ha tenuto a sottolineare che il suo compito non sarà solo organizzativo, «ma anche a livello di contenuti in vista dell’Anno della misericordia». E aggiunge: «Questo ha facilitato il mio “sì” all’Arcivescovo pensando che l’incarico coincideva con l’anno in cui papa Francesco, in modo particolare, vuole mettere in evidenza la misericordia come ricchezza di Dio nei nostri confronti».

Don Gilardi farà tesoro della sua esperienza di confessore, prima come direttore spirituale in Seminario e poi come parroco di una grande comunità. Ma le sue doti e competenze vanno oltre. «Mi aiuta molto anche insegnare Teologia spirituale: da tanti anni sono all’Istituto superiore di scienze religiose e da quest’anno anche al Centro studi di spiritualità della Facoltà teologica. La preparazione di ordine teologico senz’altro mi aiuterà a esprimere anche pastoralmente la misericordia del Signore».

Monsignor Meana non si sente certo di dare consigli al suo successore «perché è un caro amico e abbiamo già parlato molto», però «con tutti gli interventi di papa Francesco sulla confessione e sulla misericordia ha il vantaggio di una linea di condotta già aperta». Quando nel 2008 mons. Meana ha iniziato il suo ministero come Penitenziere maggiore i confessori in Duomo erano 30, poi sono arrivati a 45. «Trovare sempre un confessore in Duomo, dalle 7 del mattino alle 18.30 della sera, agevola moltissimo le persone», senza contare la disponibilità di preti che parlano varie lingue, soprattutto inglese e spagnolo. «Durante la giornata in certe ore si confessano gli studenti, mentre nella pausa pranzo, al mattino presto e dopo le 17 ne approfittano i lavoratori del centro». A chi gli dice che oggi cala il numero di fedeli che si accostano al sacramento della Riconciliazione, monsignor Meana dice: «Venite a vedere nel Duomo di Milano, non per essere i soliti campanilisti, ma noi confessiamo. E davvero tanto!». Oggi la gente arriva dappertutto e «in prossimità delle feste si sentono tanti dialetti della Lombardia e d’Italia». Non ha dubbi monsignor Meana: «Questo è uno dei servizi più belli che il Duomo possa offrire ai fedeli». Forse anche per questo continuerà a confessare in Cattedrale – seppure con orari ridotti – e resterà ad abitare in Santa Tecla.

E tornando a don Gilardi, per cinque anni sarà anche Delegato arcivescovile per gli esorcisti, ciò significa che dovrà coordinare il servizio offerto in Diocesi, promuove la loro formazione e favorire – secondo le indicazioni dell’Arcivescovo – alcune linee di indirizzo che garantiscono l’unitarietà del servizio reso dai diversi esorcisti.

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