Redazione

Impianti e Villaggi situati, oltre che a Torino, a Pinerolo, Pragelato,
Sestriere, Cesana – San Sicario, Bardonecchia e Salice d’Ulzio.
L’apprezzamento dell’Unione europea per il rispetto dell’ambiente

di Mauro Colombo

Le Olimpiadi torinesi coinvolgono in totale sette località: Torino, Pinerolo, Pragelato, Sestriere, Cesana – San Sicario, Bardonecchia e Salice d’Ulzio.

Nel capoluogo piemontese è stato allestito un “parco” olimpico che comprende il rinnovato Stadio Comunale (30 mila posti), teatro delle cerimonie di apertura e chiusura, e il nuovo Palazzo dello Sport, disegnato dall’architetto giapponese Arata Isozaki con una capienza di 12 mila posti, dove si gioca il torneo di hockey. Partite di hockey anche al Torino Expo, che fu progettato da Pier Luigi Nervi.

Pattinaggio artistico e short track sono di casa al Palavela, sorto nel 1961 e ristrutturato per l’occasione da Gae Aulenti (9400 posti); pattinaggio di velocità di scena all’Oval (al Lingotto, 8000 posti). A Torino hanno trovato posto anche il Villaggio olimpico per 2500 atleti (sotto un arco alto 69 metri) e sette Media Village per circa 20 mila giornalisti.

Al Palazzo del ghiaccio di Pinerolo si gareggia nel curling. A Pragelato si svolgono le prove di sci di fondo, salto e combinata nordica: sono stati allestiti un nuovo “anello” di 10 km e due trampolini di 95 e 120 m.

Sestriere è il “tempio” dello sci alpino, con tutte le prove maschili (gigante, speciale, superG, discesa libera e combinata) e gli slalom femminili. Ospita anche il Villaggio per gli atleti impegnati nelle gare di sci, salto, combinata nordica, skeleton, bob e slittino.

Le prove veloci di sci alpino per le ragazze (superG, discesa libera e combinata) si svolgono a Cesana – San Sicario, insieme a quelle di biathlon, bob, skeleton e slittino. Infine, Bardonecchia ospita un terzo Villaggio e le prove di snowboard e Salice d’Ulzio quelle di freestyle.

Insieme alle immancabili polemiche – concentrate in particolare sui due trampolini di Pragelato -, gli impianti di Torino 2006, ultimati in anticipo rispetto alle scadenze previste, hanno suscitato generale consenso. Un apprezzamento particolare è giunto dal Commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas, che ha riconosciuto gli sforzi compiuti dagli organizzatori per rispettare la natura, indicandoli come un atteggiamento esemplare per il futuro: «Gli eventi sportivi richiamano un enorme pubblico, ma hanno anche un impatto duraturo sull’ambiente. Il modo in cui sono stati preparati i Giochi di Torino è la dimostrazione che le organizzazioni possono utilizzare con efficacia gli strumenti e gli orientamenti dell’Ue in campo ambientale per alleviare tale impatto e trasformare una manifestazione sportiva in un’occasione per sensibilizzare i cittadini alla tematica dello sviluppo sostenibile».

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