La visita dell'Arcivescovo ai campeggi ambrosiani conclusa dalla tappa a a Rhêmes-Notre-Dame, dove il cardinale Scola ha incontrato i ragazzi degli oratori di Cassina de Pecchi e di Busto Garolfo

di Annamaria BRACCINI

campeggi Valle d’Aosta 2013

Un pomeriggio di “campeggio” anche per il Cardinale, se così si può dire. Infatti, nel giorno in cui l’Arcivescovo fa visita ai ragazzi della Diocesi in vacanza in Valle d’Aosta, si sale fino a Rhemes Notre-Dame, dove hanno “piantato le tende” gli oratori di Cassina de Pecchi, Busto Garolfo e Rivolta d’Adda (Diocesi di Cremona). Dopo il saluto del parroco monsignor Ferruccio Brunod (anche vicario generale della Diocesi d’Aosta) e del sindaco del paese Fulvio Centoz, si riflette e si prega.

Inizia subito il Cardinale, che si rivolge direttamente al centinaio di ragazzi seduti sul prato – per due terzi delle Medie, gli altri delle Superiori – quasi ipnotizzati: «È bello avere l’occasione di conoscerci. Il mio desiderio è di avere un rapporto vivo con voi». Ma è nel riferimento al canto di accoglienza, intitolato Il disegno, e attraverso le parole – “…quando hai disegnato il cammino di ogni uomo lo avevi fatto anche per me…” -, che l’Arcivescovo spiega: «Questo vuol dire che il Signore ha in mente il suo disegno su di noi. Sono qui perché abbiamo in comune questo disegno per tutti che è l’amore di Dio Trinità».

In un clima di raccoglimento, pur sotto la pioggia che inizia a cadere e si fa intensa in questo incantevole angolo del Parco nazionale del Gran Paradiso, l’Arcivescovo riprende dal Vangelo di Matteo: «Non dobbiamo preoccuparci, come dice la Parola di Dio, seppure le prove della crisi che ci attanaglia e la povertà del Sud del mondo, dove i vostri coetanei vivono con meno di un euro al giorno, non possono essere dimenticate. Tuttavia, proprio il senso del campeggio – riposare e guardare le cose attraverso la bellezza della natura e della compagnia – ci fa riscoprire il disegno sulla nostra vita. Un disegno di bene e di amore, che ci dà sicurezza sempre e con cui Dio si fa presente ogni giorno. Gesù ci ha insegnato a riconoscere tale presenza in tutti i nostri rapporti. Gesù che è via, verità e vita».

Anche il campeggio si radica qui, in un simile contesto di comprensione della realtà, perché «vivere questa esperienza è scoprire, insieme con la comunità, il disegno di noi, fondamentale per comprendere le tre dimensioni dell’esistenza: gli affetti, il lavoro che per voi è la scuola, la festa». Infine, appunto, la festa, con un bastone di legno solido, forte come queste terre, che i ragazzi regalano al loro Pastore. Pastore di anime.

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