Le caratteristiche sociali del quartiere Crocetta nelle parole del parroco di San Pietro Martire don Alberto Beretta

di Cristina CONTI

Don Alberto Beretta

Prima gli italiani provenienti dal Sud Italia. Adesso gli stranieri in cerca di un futuro migliore. L’immigrazione è un fenomeno che da sempre ha caratterizzato la storia del quartiere Crocetta a Cinisello Balsamo. Una realtà fatta di sofferenze, fatiche, ma anche di arricchimento, di incontro e di dialogo tra culture diverse.

«Negli anni Sessanta e Settanta la presenza di grandi fabbriche come la Falck, la Magneti Marelli, la Breda, la Pirelli ha portato qui tanta gente dal Sud, persone che raggiungevano il Nord per cercare lavoro. Tanti hanno vissuto, lavorato, pregato qui. Col passare degli anni, molti sono ritornati alle proprie case, ma altrettanti sono rimasti e partecipano con gioia e perseveranza alla vita della comunità», spiega don Alberto Beretta, parroco di San Pietro Martire.

Le abitazioni lasciate vuote da chi è partito sono state vendute o affittate. E i meridionali hanno lasciato il posto a stranieri provenienti da ogni parte del mondo. È questa la seconda grande immigrazione avvenuta negli ultimi anni e ancora oggi in fase di grande espansione. «I nuovi immigrati si sono stanziati qui in modo massiccio. Da una indagine comunale risultano ufficialmente presenti in questo quartiere extracomunitari regolari provenienti da settanta nazionalità diverse. È lecito pensare che la loro presenza si aggiri oggi tra il 60 per cento e il 70 per cento degli abitanti della parrocchia stessa», aggiunge don Beretta. Un dato confermato dalle percentuali che riguardano la popolazione scolastica delle scuole pubbliche presenti in questo quartiere nell’anno in corso: alla scuola materna “Sardegna” ci sono 110 bambini, di cui 93 stranieri e 17 italiani, alla scuola elementare “Sardegna” su 210 ragazzi, 155 non sono italiani, alla scuola media «Anna Frank» dei 115 studenti iscritti solo 31 sono italiani. E il trend si ripete nella materna parrocchiale, la paritaria «Martinelli Colombo», dove su 109 bambini 41 sono stranieri e 68 italiani. «Quest’anno è stata avviata una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di coinvolgere i numerosissimi immigrati presenti nel nostro territorio: abbiamo convocato in domeniche diverse le famiglie provenienti dai vari continenti (asiatico, sudamericano e africano) per incontrarle e farle incontrare tra loro: il risultato è stato davvero buono», sottolinea don Beretta.

Tante le iniziative per coinvolgere gli stranieri. Alcune volte all’anno si celebra la Santa Messa in lingua spagnola con una buona partecipazione delle persone provenienti dai paesi sudamericani. Il terzo sabato di ogni mese un prete srilankese celebra la Santa Messa per i tanti immigrati di quella nazione nella loro lingua nazionale. «Si registra, inoltre, una forte presenza di persone appartenenti ad altre religioni, in modo particolare a quella musulmana (circa tre/quattromila). Fino ad ora c’è una convivenza pacifica, resa possibile da una rete di collegamento tra la scuola, la parrocchia e le associazioni di quartiere. Evidentemente, però, i problemi non mancano», conclude il parroco della Crocetta, don Beretta.

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