Don Giovanni Brigatti, parroco di Santo Stefano a Sesto San Giovanni, dove la lettera pastorale dell’Arcivescovo sarà presentata in due momenti distinti

di Luisa BOVE

Don Giovanni Brigatti

«È una bella lettera pastorale, chiara e sintetica», esordisce don Giovanni Brigatti, parroco di Santo Stefano a Sesto San Giovanni (Zona VII). Alla scoperta del Dio vicino è stata scritta dall’Arcivescovo Angelo Scola per accompagnare il cammino di tutta la Chiesa ambrosiana nell’Anno della fede: dall’8 settembre viene letta, meditata e utilizzata per impostare la vita delle comunità. Nella parrocchia di Sesto hanno già messo in calendario due appuntamenti importanti sulla lettera pastorale tenendo conto degli interlocutori. «Faremo una presentazione della lettera in due momenti diversi – spiega don Brigatti -. Il primo si terrà mercoledì 3 ottobre per gli “addetti ai lavori”, mentre per tutti i fedeli se ne parlerà in modo più sintetico durante la Messa di domenica 21 ottobre nella festa della Dedicazione del Duomo». I preti del decanato hanno già partecipato a una due giorni a Concenedo in vista del nuovo anno pastorale, ma martedì prossimo ci sarà un altro incontro del Consiglio e sarà l’occasione «per fare proposte concrete». Prima però, assicura il parroco di Santo Stefano, «dobbiamo meditare la lettera comunitariamente. Io stesso la sto ancora meditando e la trovo molto ricca nella sua sinteticità, non si dilunga, ma è profonda e chiara».

Intanto don Brigatti ha già colto e apprezzato alcune sottolineature, a cominciare «dall’insistenza del Cardinale rispetto all’Anno delle fede intesa come fede in Cristo e non generica, quindi come riscoperta e adesione a Cristo in tutti i sensi, sia come impegno intellettuale, sia del cuore, con la preghiera e l’esperienza religiosa». E poi? «Mi piace anche la proposta di creare momenti di dialogo con le religioni, un’attenzione che noi abbiamo già in animo soprattutto con l’Islam per la presenza dei musulmani a Sesto San Giovanni. Queste però sono solo e mie sensibilità – ammette il sacerdote -, perché devo prima confrontarmi e condividerle con tutti».

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