Adulti corresponsabili nella Chiesa al centro del convegno online in due sessioni (9.15 e 15), con interventi di Silvano Petrosino, Marida Nicolaci e Leonardo Paris

di Luisa Bove

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Torna il tradizionale convegno organizzato da Decapoli in collaborazione con il Gruppo teologico dell’Azione cattolica ambrosiana, dal titolo «Libere, liberi» (il sottotitolo è «Soggetti adulti corresponsabili. Capaci di dire “io”. Capaci di diventare “noi”». Si terrà sabato 5 giugno online con due sessioni, alle 9.15 e alle 15.

«Quest’anno abbiamo deciso di puntare sul tema della libertà – dice Ottavio Pirovano dell’équipe di Decapoli -. Essere interpellati come persone libere, soggetti che hanno qualcosa da offrire, non semplici collaboratori o consulenti, ma adulti nella Chiesa che hanno una loro autorevolezza ». Cosa significa adulti essere lo spiegherà Silvano Petrosino, dal punto di vista anche filosofico e antropologico, con la relazione dal titolo «Soggetti, adulti, corresponsabili».«Adulte sono quelle persone che si assumono una responsabilità e sanno portarla avanti – spiega Pirovano -, che ne reggono il peso».

Il secondo intervento della mattinata, affidato alla biblista palermitana Marida Nicolaci, sarà su «Questione femminile e riforma della Chiesa alla luce della ricerca storica sulle origini cristiane». «Un tema ritornato spesso nei convegni di Decapoli, non per essere alla moda, ma perché si possono rappresentare tutte le differenze, e quella di genere è la differenza per antonomasia».

Nel pomeriggio alle 15, «l’ultimo passaggio sarà un affondo su Gesù, un uomo libero di Leonardo Paris, teologo laico della Diocesi di Trento, che ha scritto un libro molto interessante di cristologia sulla figura di Gesù come adulto responsabile che ha assunto nella piena libertà la sua umanità per portare un annuncio di liberazione, ma anche di assunzione di responsabilità e di corresponsabilità».

Nella Chiesa, continua Pirovano, «non ci sono battitori liberi, ma insieme ci si autosostiene, autocorregge, autoalimenta, puntando a dare un’immagine di popolo, non di singoli con caratteristiche particolari, ma adulti liberi insieme, disponibili a creare una comunità di fratelli e sorelle ». Questo aspetto è emerso soprattutto in tempo di pandemia quando Decapoli ha organizzato diversi appuntamenti. «In pieno confinamento, nell’aprile dell’anno scorso, abbiamo iniziato a incontrarci e chiederci, anche se non si sapeva quando ne saremmo usciti, “Qual è il centro che dobbiamo recuperare?”. L’idea è stata quella di ritrovarci attorno alla Parola di Dio come adulti che vivono determinate esperienze e imparano a raccontarsele. Decapoli è un luogo dove si può portare la propria esperienza, magari rielaborarla e poi tornare alla propria realtà ».

Nata oltre dieci anni fa, Decapoli «non è un’associazione parallela a tutte le altre o che si sostituisce alla parrocchia», ma un gruppo di adulti che di volta in volta propone incontri a tema e chi è interessato vi partecipa. «Era nato come laboratorio di primo annuncio, una scuola di formazione realizzata con il contributo di preti diocesani, gesuiti, laici e qualche ausiliaria diocesana. Dopo quattro cicli di scuola abbiamo visto che non si riusciva a formalizzarla e abbiamo cambiato la proposta: un convegno annuale e diversi appuntamenti o tavoli di scambio, come li abbiamo chiamati durante il confinamento, che poi mettiamo su Youtube, come avverrà per il convegno di sabato ».

Per partecipare a scrivere a ottaviopirovano@gmail.com.

 

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