Anche l'ultima sessione del Consiglio pastorale diocesano è stata dedicata alla riflessione su questa articolazione, nell’ottica missionaria di una Chiesa chiamata ad abitare e animare il territorio

di suor Anna MEGLI

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«La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia» (Papa Francesco, EG 27).

Iniziava con questa e altre citazioni il prezioso documento di preparazione all’ultima sessione del Consiglio pastorale diocesano, che ha visto i consiglieri mettere a tema l’analisi della realtà del Decanato nell’ottica missionaria di una Chiesa chiamata ad abitare il territorio, nel nome del Vangelo di Gesù.

Proprio queste due angolature hanno caratterizzato il dibattito e il lavoro di confronto tra i consiglieri, arricchiti anche da una presentazione del tema da parte del presidente della Commissione don Luca Violoni e in particolare da una preziosa e approfondita Lectio di don Isacco Pagani sul brano di Mt 9,9-17: Per vino nuovo otri nuovi.

Il ruolo dei laici

Importante è stata l’acquisizione di alcune convinzioni comuni, ben indicate anche dall’intervento dell’Arcivescovo durante la sessione: siamo tutti convinti dell’importanza di un’articolazione della Chiesa diocesana che comprenda il livello decanale, come qualcosa che favorisca la pastorale d’insieme di un certo numero di parrocchie, anche se è necessario che si faccia una riflessione sui confini dei decanati.

È stato fondamentale ripetere l’importanza della corresponsabilità dei laici con la presa di coscienza che questa è data dal battesimo e che la realtà laicale è fondamentale per abitare la storia, per abitare il nostro tempo con quell’inquietudine evangelica che spinge a impegnarsi per la giustizia, a lenire le sofferenze, a rimuoverne le cause.

Per agire in questo modo e dare testimonianza credibile della buona novella del Vangelo, i consiglieri hanno rilevato l’importanza di avere un luogo di discernimento rispetto alla complessità del territorio e delle sue problematiche. Nelle riflessioni hanno messo anche in luce, oltre a una imprescindibile maturità di fede, la necessità di molteplici competenze, di cui in molti casi sono portatori proprio i laici, quali soggetti in grado di poter assumere domande oggi molto sentite dalla gente.

Un cammino di conversione

Suggerimenti? Coltivare nelle persone e nelle realtà di Chiesa una disponibilità a vivere cammini di conversione, di apertura autentica allo Spirito, per accompagnare con gradualità e sapienza i processi di una conversione pastorale sempre in cammino.

Il Decanato allora si riconferma come lo strumento necessario per interpretare la storia come un tempo di missione: occorre avere uno sguardo più grande della parrocchia così come ci ha indicato in questi mesi l’esperienza della “Chiesa dalle genti”, uno sguardo che non comprenda solo chi viene dalla vita parrocchiale, ma anche dai movimenti ecclesiali, dalle realtà di vita consacrata, dalle numerose esperienze di volontariato…

Il Decanato può divenire perciò punto di osservazione per leggere profeticamente le situazione della gente che abita i nostri territori, non come lo farebbe un sociologo, ma con uno sguardo di fede; inoltre può essere il luogo dove si mette in atto la dimensione sinodale della Chiesa.

Una certezza? La preziosità dell’assemblea del clero del Decanato, come una realtà importante per la fraternità presbiterale e per la formazione del clero, una presenza che dovrà relazionarsi in modo nuovo a chi animerà il decanato.

Un lavoro che prosegue

La sessione del Consiglio pastorale diocesano non ha avuto una conclusione sul tema; infatti il lavoro è previsto in due fasi; dopo la prima sulle questioni di fondo del decanato, alcuni temi particolari verranno affrontati nella prossima sessione del Consiglio. Come ridefinire lo strumento del Consiglio pastorale decanale? Come indicare i suoi compiti e le sue articolazioni? Chi dovrà formare il nostro Consiglio pastorale decanale? Quale rapporto con le commissioni esistenti nei nostri Decanati? Ecco che la riflessione torna ora alla Commissione congiunta che sta lavorando a servizio dei due Consigli, il Pastorale e il Presbiterale.

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