«Rispetto alle precedenti edizioni è stato certamente il più bello e il più riuscito», sottolinea con entusiasmo padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la famiglia, che ha promosso l’evento

di Chiara PELIZZONI

Padre Gianfranco Grieco

«Andate e trasformate il mondo»: è questo il messaggio che Benedetto XVI ha consegnato al milione di fedeli presenti a Milano per il VII Incontro mondiale delle Famiglie. Incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la famiglia (Pcf) e realizzato dalla Fondazione Milano Famiglie 2012. «L’Incontro di Milano, rispetto alle precedenti edizioni, è stato certamente il più bello e il più riuscito – sottolinea padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pcf -. I motivi sono tanti: la preparazione articolata, intelligente e concreta dell’Incontro; il tema di grande e scottante attualità: “La famiglia: il lavoro e la festa”; mondi vicini alla nostra quotidianità: mondi esaltanti e mondi in crisi, non più intercomunicanti, come una volta; lo stile e le tematiche del congresso teologico pastorale; la partecipazione pomeridiana agli altri incontri di studio e di dibattito sempre sul tema principale: famiglia, lavoro e festa; il coinvolgimento delle diocesi lombarde e la partecipazione delle famiglie provenienti da tutto il mondo; lo scambio comunionale delle famiglie del mondo con le famiglie di Milano sia sul piano dell’accoglienza sia sul piano della condivisione».

Che mondo si è visto a Milano?
Un mondo globale che ha vissuto, nella città meneghina, il proprio “essere” Chiesa, popolo di Dio, calato nella storia travagliata di questo nostro tempo alla ricerca di risposte vere e concrete a un momento di crisi, di disagio, di sbandamento e di paure. La proposta dei valori cristiani nei tre ambiti presi sotto osservazione fanno ben sperare nell’avvento di un mondo nuovo, capace di rispondere alle esigenze della post-modernità con rinnovato entusiasmo evangelico. Questo è il “mondo nuovo” che città e Diocesi ambrosiana hanno generato in questi giorni. La presenza di Benedetto XVI con le sue consegne, chiare ed esigenti, ha offerto nuove prospettive di impegno e di testimonianza.

Un evento che, grazie alla comunicazione, è stato vissuto anche «fuori dalle chiese»…
Oggi la comunicazione gioca un ruolo determinante su ogni evento che si prepara e si celebra. L’Incontro di Milano è stato ottimamente “preparato” dal punto di vista dell’informazione e, come conseguenza è stato nel migliore dei modi celebrato. Gli spazi occupati sono stati tanti sia con i mezzi tradizionali (quotidiani, settimanali, mensili) sia con le moderne tecnologie che oggi abbiamo continuamente tra le mani. Durante la settimana di Family 2012, soprattutto durante le conferenze stampa, si è data a tutti l’opportunità di ascoltare voci autorevoli provenienti dall’America, dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa, e dall’Oceania. Erano i contenuti che dal grande auditorium del MiCo FieraMilanocity venivano portati in sala stampa per essere poi ripresentati, dibattuti e condivisi dai giornalisti.

Qual è stato il guadagno sul tema della famiglia del VII Incontro mondiale?
Comunità ecclesiale e comunità civile hanno solo “guadagnato” dalla celebrazione di Family. Partiamo dalla comunità ecclesiale e precisamente dalla parrocchia. La famiglia come “soggetto” di evangelizzazione cambia il volto stesso della comunità parrocchiale, del quartiere, del territorio. La parrocchia deve diventare l’insieme delle “famiglie di Dio”. L’Anno della fede, l’urgenza della nuova evangelizzazione, la catechesi ai propri figli che non può essere demandata ad altri. Queste alcune delle priorità. E chi, meglio dei genitori, può farlo? Il “guadagno” da parte della società civile emerso dalle giornate milanesi è stato anche tanto. La famiglia come “risorsa” per la società è stato uno di punti fermi emerso dai dibattiti e dalle relazioni. Inoltre la famiglia “sana” costa allo Stato molto meno della famiglia “malata”, ferita, uccisa, depressa, sbandata. La famiglia legata ai valori cristiani trasmette ai figli e alla società civile un bagaglio umano e spirituale di notevole portata. Lavorare in questa direzione, tutti insieme, vuol dire porre la famiglia al servizio dell’amore e della vita, perché la famiglia è amore, è vita. Il dopo Family 2012 è già cominciato con queste proposte proiettate sul futuro della famiglia nel mondo globale.

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