Redazione

da «L’Italia» del 12 maggio 1935

Venegono ha vissuto oggi la sua inquieta vigilia di festa come in quel febbraio del 1928 quando sul verde colle, nudo ancora, veniva posta la prima pietra dell’opera che è oggi compiuta nel nome di Pio XI. Non c’era allora che una modesta vetta con qualche rustica costruzione e un verde boschetto e per salirvi bisognava inerpicarsi su per una stradetta incassata tra siepi, ripida e sassosa, una di quelle stradette che si fanno volentieri di questa stagione dopo che la primavera è passata ad inaugurarle. Oggi sull’alto del colle che le macchine hanno scavato, che gli spalatori hanno tormentato fin nelle viscere, si eleva la candida, imponente costruzione dominata dalle due torri e dalla cupola armoniosa. La stradetta romantica è dimenticata. […]

Candida, ampia, non senza la maestà di qualche curva che è la civetteria delle strade, una rampa nuova porta al Seminario fermandosi davanti all’atrio monumentale. […] Domani lungo questa strada si incolonnerà la folla che giungerà da tutta la Diocesi. Il colle sarà preso ancora una volta d’assalto proprio come in quel lontano febbraio quando scese nella terra il primo blocco di pietra sul quale si sarebbe edificata poi la fabbrica grandiosa. dominata dalle due torri e dalla cupola armoniosa. La stradetta romantica è dimenticata. […]

Tra tanti pellegrini uno mancherà. Tra i tanti che saliranno verso la piccola vetta salutati dal canto delle campane uno sarà assente. O forse un’Ombra sarà tra gli altri ma muta e invisibile. L’Ombra di Lui che benedisse e pose il primo blocco di pietra, l’Ombra di Lui che per primo salì a prendere possesso di questa terra in nome della Diocesi: L’ombra del Cardinale Tosi. […]

E sarà il nuovo Pastore a benedire l’opera compiuta, e compiuta perché la sua ansia apostolica che lo spinge infaticato per tutte le strade della Diocesi ha accelerato il compimento. Il Cardinale Schuster èanzi già qui e ha presieduto oggi l’annuale conferenza episcopale dei Vescovi lombardi. La folla dei Seminaristi lo ha accolto con tanta festa e il Cardinale è passato in sorriso tra i giovani che egli ama perché saluta in essi quelli che saranno domani i suoi collaboratori.

Intanto la vigilia è stata operosa e inquieta. Il Seminario è tutto lucido – pavimenti da specchiarvisi – come una caserma alla vigilia di una grande rivista. Lasciate per un giorno le aule i Seminaristi si sono piegati alle fatiche d’una giornata di vigilia, lieta che domani sia la festa della loro casa.La bella Chiesa è stata approntata per la consacrazione di domani mattina. Nella luce diffusa entrante dai finestroni e filtrata dall’alabastro, sorride il volto della Madonnina e del Curato d’Ars – mirabile modello di santità sacerdotale – e il Cristo dell’abside del Grandi domina maestoso la vasta navata.

Oggi il Seminario è stato visitato da una comitiva di giornalisti, tra cui erano anche alcuni giornalisti stranieri. Guidati dal progettista ed esecutore ing. Maggi, da Don Canziani e da Don Aldè, del Segretariato Diocesano del Seminario, i giornalisti hanno compiuto una lunga visita esprimendo quindi al Rettore Mons. Petazzi la loro ammirazione. Le campane della torre hanno cantato tutto il giorno a portare lontano l’annunzio della festa di domani. La voce sonora s’è sparsa per la vasta pianura verde come un canto di gioia mentre la candida casa si vestiva tutta di fiori, nei cortili, e soprattutto nell’atrio monumentale dove domina imponente nella maestà dei paludamenti pontificali e del triregno la statua di Pio XI dovuta allo scultore Giannino Castiglioni. La cerimonia inaugurale si svolgerà nell’atrio ai piedi della statua del Pontefice al quale il Seminario è dedicato.

La Diocesi di Milano deve andare orgogliosa del suo Seminario. Esso è ben degno d’essere dedicato al Pontefice. Arte e tecnica si sono uniti a fare un’opera che fosse degna delle grandi tradizioni dei Seminari milanesi. L’ing. Maggi ha saputo, con una semplicità di linee che non esclude affatto una armoniosa bellezza, fare del Seminario di Venegono un’opera che mentre è testimonianza della sua genialità di tecnico e di artista, onora la Diocesi così da darle un primato del quale può essere fiera. I cattolici milanesi si uniscano dunque domani in preghiera spiritualmente raccolti attorno al loro Pastore. Si segna una data che rimarrà incisa a caratteri d’oro nella storia della Diocesi.

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