Redazione

Malgrado i problemi della vigilia (polemiche su bilanci e antidoping,
minacce di boicottaggio, contestazioni alla fiaccola), rimane intatto
il fascino di un evento che affratella i popoli in nome dello sport

di Mauro Colombo

Quando lanciò la candidatura di Torino quale sede delle Olimpiadi invernali del 2006, al termine dei campionati del mondo di sci alpino disputati nel 1997 sulle famigliari piste del Sestriere, Gianni Agnelli sapeva che i “Giochi bianchi” dovevano le loro origini a un altro illustre personaggio piemontese, il conte Eugenio Brunetta d’Usseaux.

Alla vigilia delle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, era stato lui a suggerire al barone de Coubertin, considerato il teatro di gara, di inserire nel programma anche gli sport della neve. Dallo sviluppo di quella proposta, nel 1924 nacquero i Giochi invernali, che a Torino, dal 10 al 26 febbraio, celebrano la XX edizione.

L’Avvocato non c’è più. Il testimone della sfida è passato prima nelle mani del Comitato promotore, guidato con entusiasmo e passione da Evelina Christillin fino a ottenere l’assegnazione dei Giochi nel Congresso Cio del 1999 a Istanbul; poi in quelle del Comitato organizzatore vero e proprio (Toroc), presieduto dall’ex sindaco di Torino Valentino Castellani.

All’Agenzia Torino 2006 è toccato il compito di coordinare gli sforzi di Regione, Province e Comuni per la realizzazione delle opere necessarie a un evento che vede lo sport come primo e naturale protagonista, ma che ha presupposto inevitabilmente trasformazioni urbanistiche, nuove strutture per viabilità e trasporti e interventi a potenziamento dell’offerta ricettiva.

Le Olimpiadi torinesi hanno richiesto investimenti per organizzazione e infrastrutture pari a 3 miliardi di euro, budget cui hanno concorso Governo, Coni, istituzioni locali e sponsor privati. Nel solo capoluogo (per non parlare delle altre località interessate dai Giochi), è stato completamente ristrutturato il vecchio Stadio Comunale, teatro delle cerimonie di apertura e chiusura, e sono stati spesi complessivamente circa 340 milioni di euro per Villaggio, Palasport, Oval e Palavela. Gli impianti sono stati completati nei tempi previsti e hanno riscosso unanimi consensi (ondeggiamenti del Media Center del Sestriere a parte…).

Nei mesi scorsi il Comitato olimpico internazionale ha solennemente proclamato la “tregua olimpica”, che impegna i Paesi partecipanti ad accantonare ogni motivo di contrasto e dissidio e a usarsi reciprocamente tolleranza e rispetto. Un patto che il Cio promuove in memoria della echecheirìa in vigore durante i Giochi dell’antica Grecia e che si rinnova in occasione di ogni Olimpiade: l’evento che più di qualsiasi altro rappresenta l’incontro tra tutti i popoli del mondo nel segno dei valori di amicizia e fratellanza incarnati dallo sport.

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