Le precedenti visite dei Pontefici alla città e alla Diocesi

di Luca FRIGERIO

Giovanni Paolo II a Milano

È decisamente breve l’elenco delle visite fatte dai Papi, nel corso dei secoli, alla metropoli di Milano. La prima di cui si ha notizia risale al 1068, quando Alessandro II soggiornò presso il capoluogo lombardo di ritorno da quel Concilio di Mantova che aveva confermato la legittimità della sua elezione al soglio pontificio. Per Alessandro II, al secolo Anselmo da Baggio, si trattava in un certo senso di un ritorno a “casa”, essendo egli nato, appunto, nel borgo di Baggio attorno al 1015. Il pontefice giungeva a Milano in un periodo di forti tensioni, mentre cioè erano ancora vivi gli echi di quella lotta patarinica che aveva portato all’assassinio del diacono Arialdo (difensore di una Chiesa rinnovata e santa), del quale lo stesso Anselmo era stato amico e sostenitore. Una figura di grande interesse, quella del martire di Cucciago, il cui millenario della nascita è stato ricordato in questi mesi in Diocesi con una serie di iniziative.
Circa 30 anni più tardi, narrano le cronache, anche Urbano II fu a Milano: si era nella primavera del 1095 e il pontefice era già impegnato nella predicazione della prima Crociata per la liberazione della Terra Santa dal dominio musulmano. Per ritrovare un Papa a Milano si dovette attendere il XV secolo, quando la Diocesi ambrosiana venne onorata della presenza di Martino V. Concluso il Concilio di Costanza, che aveva composto lo scisma d’Occidente, nell’ottobre del 1418 Oddone Colonna, da pochi mesi nuovo successore di san Pietro, fu infatti ospite di Filippo Maria Visconti, ultimo duca milanese della dinastia viscontea. Il culmine delle celebrazioni si ebbe il 16 ottobre, quando il pontefice consacrò il nuovo altare maggiore del Duomo di Milano, concedendo per l’occasione ampie indulgenze. A ricordo di questo avvenimento, lo scultore Jacopino di Tradate venne incaricato di realizzare una statua di Martino V da collocare nella cattedrale: un’opera che ancor oggi la critica giudica come una delle più alte espressioni dell’arte gotica lombarda.
Poi, per secoli, più nulla. Sarà infatti Giovanni Paolo II a visitare la città di Milano per ben due volte nel giro di soli 18 mesi. La prima occasione fu per la conclusione del Congresso eucaristico nazionale, che ebbe luogo appunto a Milano dal 14 al 22 maggio 1983, quando Papa Wojtyla trascorse nella metropoli lombarda tre intense giornate: le diverse componenti della comunità ambrosiana, insieme alle folle di fedeli, ebbero modo di ascoltare e di seguire il pontefice in vari contesti, mentre particolarmente suggestive furono le celebrazioni svoltesi sul sagrato del Duomo.
La seconda occasione scaturì dalla volontà dello stesso Giovanni Paolo II di rendere omaggio alla memoria di san Carlo (santo di cui portava il nome di battesimo): per il quarto centenario della scomparsa del Borromeo, il 4 novembre 1984, egli tornava così di nuovo a pregare davanti all’urna del santo vescovo, nel Duomo di Milano. Due visite che, insieme a quelle effettuate da Karol Wojtyla quando era arcivescovo di Cracovia, sono oggi ricordate in una lapide posta nello Scurolo di San Carlo.

 

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