Redazione

Dalla storia, martedì si passa all’attualità con don SEVERINO DIANICH e mons. ALDO GIORDANO. Il primo punta l’attenzione sulla missionarietà all’interno delle città di oggi, dove vive il 50% della popolazione mondiale, percentuale destinata a crescere fino al 70% nel giro di trent’anni. “La proposta della fede in una città – evidenzia – ha una sua elementare realizzazione nel mostrare che esiste un luogo ed esistono persone dove è possibile esternare la domanda sul senso della vita e muoversi nella ricerca di Dio”. Immagine per eccellenza della presenza cattolica in un territorio è l’edificio liturgico. “Nelle città storiche dei paesi di tradizione cristiana – ha sottolineato il teologo – la presenza delle chiese cristiane è vistosa, ma la loro funzione è schizofrenica: c’è un tempo per i turisti e c’è un tempo per la liturgia dei credenti”. Una dicotomia da superare: “Anche la liturgia può essere offerta a tutti, se è introdotta e presentata in maniera adeguata, come proposta di una singolare esperienza per non credenti o uomini di altre religioni”. E la stessa visita turistica “dovrebbe essere un atto di accoglienza della comunità cristiana che vive in quel luogo, facendone godere la storia e la bellezza e allo stesso tempo offrendo esplicitamente la proposta di quella fede dalla quale e per la quale il complesso artistico è nato e continua a vivere”.

La proposta di fede risponde a una “ricerca” che pervade l’intero continente europeo, gli fa eco mons. Aldo Giordano. Qui il rapporto “tra verità e amore o tra identità e dialogo” è una questione cruciale, evidenzia, ricordando come in Europa vi sia “una particolare esperienza di collaborazione ecumenica”, tra la Conferenza delle Chiese d’Europa (Kek) e il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). “Da una parte emerge sempre più chiaramente l’esigenza di riscoprire l’identità e la verità della propria religione o Chiesa, per realizzare un dialogo autentico, senza derive relativiste o compromessi”; dall’altra, tuttavia, vi è “il rischio che nel nome della propria verità o identità ci richiudiamo in fortezze, cominciando a sospettare sul dialogo o sull’amore”. Ma “il dialogo non è un’altra cosa dalla verità” ed è proprio in Gesù crocifisso, ha concluso, che “troviamo la coincidenza della verità e dell’amore, dell’identità e del dialogo”.

Provocazioni che aprono un vivace ed entusiasta dibattito tra i presenti, proseguito nei “laboratori” su “missione e mass media”, “missione nei luoghi della fragilità umana” “missione, scuola e università” e “il volto nuovo delle missioni popolari”. Mentre la sera, dopo l’inaugurazione del nuovo sito del Cop (www.centroorientamentopastorale.org), nato dalla collaborazione tra l’organismo pastorale e gli allievi di una scuola superiore di Valenzano (Bari), vengono presentate alcune esperienze educative e oratoriali sorte nel territorio lombardo: dalle proposte estive a Milano e a Brescia, raccontate da don Massimiliano Sabbadini e don Marco Mori, all’oratorio-discoteca “M’interessi” che don Emanuele Brusati gestisce a Quartiano (Lodi).

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