A vent’anni dalla morte, un convegno in Cattolica a Milano in ricordo della Serva di Dio Cella Mocellin. Sarà presentato il suo Epistolario

di Luisa BOVE

Cristina Cella Mocellin

Per ricordare Mariacristina Cella Mocellin a 20 anni dalla morte, amici, familiari e conoscenti hanno organizzato un convegno a Milano dal titolo «È veramente l’Amore che fa girare il mondo». L’appuntamento è per sabato 24 ottobre alle 10, nell’aula Magna dell’Università Cattolica (largo Gemelli 1) – dove lei studiava -, durante il quale sarà presentato il suo Epistolario, edito da San Paolo (347 pagine, 17 euro): interverrà l’autore Alberto Zaniboni – compagno di scuola di Cristina – e il marito Carlo Mocellin.

Ma chi è questa donna che la Chiesa ha già riconosciuto Serva di Dio? «Era una ragazza normale», non esitano a dire amici e conoscenti, eppure ha saputo vivere una vita piena di amore verso Dio e verso tutti, dimostrando che la via della santità non è preclusa a nessuno. Nata a Monza il 18 agosto 1969, è cresciuta nella parrocchia Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo, frequentando l’oratorio e il gruppo giovani. Estroversa, allegra, brava a scuola e determinata in tutto. Ha una vita di preghiera e un suo cammino spirituale che la porta a interrogarsi sulla vocazione fin da ragazza. Intuisce la chiamata di Dio nella sua vita, ma è ancora presto. Nel 1984 avverte un dolore alla gamba, ma dopo visite, esami e un ricovero non risulta nulla di preoccupante. Tre anni dopo viene diagnosticato un tumore (sarcoma alla coscia sinistra) e Cristina affronta serenamente cicli di chemioterapia e un intervento chirurgico. Durante le vacanze dai nonni conosce un ragazzo che rimette in discussione il suo desiderio di consacrazione al Signore e scopre così il grande amore. Inizia l’università e ancora prima di concluderla si sposa con Carlo. È il 2 febbraio 1991. Vanno a vivere in Veneto a Carpenè e ogni tanto Cristina torna a Milano per dare gli esami. Ci andrà anche con il pancione, infatti a dicembre nasce Francesco e, dopo solo un anno e mezzo arriva Lucia (luglio 1993).

Cristina e Carlo sono davvero felici e anche i controlli all’Istituto dei tumori danno sempre esito negativo. A ottobre Cristina si accorge di essere in attesa del terzo figlio, ma il 1° febbraio 1994 (vigilia del loro anniversario di matrimonio) scopre di avere un linfonodo con sospetta metastasi. Prima di partorire dovrà essere operata: accetta l’intervento solo quando i medici le assicurano che non metterà a rischio la vita di suo figlio, mentre rinvia le terapie. Il 28 luglio 1994 nasce il piccolo Riccardo, bello e sano come i primi due figli. Le condizioni di Cristina non migliorano e inizia per lei un lungo calvario con frequenti ricoveri in ospedale. Nel marzo 1995 il male ha intaccato anche i polmoni. Affronta la situazione con grande coraggio, rassicura il marito, sostiene familiari e amici e soprattutto si abbandona nelle braccia di quel Dio che non l’ha mai abbandonata. Muore il 22 ottobre 1995 lasciando tracce di santità intorno a sé. Oggi l’associazione Amici di Cristina le raccoglie e rilancia nel segno della solidarietà.

Info: amicidicristinaonlus@gmail.com; www.amicidicristinaonlus.it

 

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