L’esperienza della pandemia al centro di un momento di condivisione in videoconferenza tra i formatori del Seminario e quelli della Vita consacrata

di monsignor Paolo MARTINELLI
Vicario episcopale per la Vita consacrata maschile

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Il futuro, per la società e per la Chiesa, è sempre legato alla capacità di educare e formare. Questo il popolo di Dio lo sa molto bene. Infatti, dove l’esperienza della fede è viva, lì c’è passione per l’educazione. Questo vale anche per i percorsi vocazionali all’interno della comunità ecclesiale, per il matrimonio e per la famiglia, ma anche per le vocazioni di speciale consacrazione, per il sacerdozio ministeriale e per la Vita consacrata.

Nella Chiesa ambrosiana, ormai da alcuni anni, seminaristi e persone consacrate in formazione iniziale vivono interessanti momenti di condivisione, insieme ai loro formatori. Affrontando temi di interesse comune e di attualità ecclesiale, si approfondiscono la conoscenza reciproca e la stima vicendevole. Il tema affrontato di recente è stato relativo alla formazione come cammino di «trasformazione della mentalità» (cfr Rm 12,2) per fare propri i «sentimenti» (Fil 2,5) e «il pensiero di Cristo» (1Cor 2,16). Sono oltre trecento, tra seminaristi e persone consacrate, che partecipano ogni anno a questi incontri. Profonda è la gratitudine della Vita consacrata verso il Seminario arcivescovile e i suoi responsabili per la generosa accoglienza e l’organizzazione accurata dei momenti condivisi.

In questa cornice si colloca anche l’incontro che si svolgerà nella mattinata di giovedì 18 giugno tra i formatori del Seminario di Venegono e quelli della Vita consacrata, circa un’ottantina di persone. Quest’anno, data la situazione, l’incontro si svolgerà in videoconferenza. Il tema affrontato sarà proprio in riferimento all’esperienza della pandemia che ha segnato profondamente anche le case di formazione.

Mai come in questo tempo tribolato l’espressione dell’Arcivescovo, che ha dato titolo alla proposta pastorale di quest’anno, è stato punto di riferimento: «La situazione è occasione». Questo evidentemente non è scontato: le situazioni si possono subire passivamente oppure possono essere occasione per un approfondimento creativo della propria vita cristiana e della propria chiamata. Certamente anche i percorsi formativi nel Seminario arcivescovile e nelle case di formazione alla Vita consacrata hanno sentito l’imprevisto della pandemia e tanti programmi sono stati rivisti. Come la situazione diventa un’occasione? Come fare in modo che attraversando questo tempo inedito, esso ci sia dato per conformarci di più a Gesù Cristo, senso e modello di ogni vocazione?

I formatori del Seminario e dei diversi istituti di Vita consacrata condivideranno le proprie esperienze di questi mesi, mettendo in comune fatiche e risorse. In particolare, ci si aiuterà a rileggere la vita di preghiera, le relazioni fraterne e la vita comunitaria, le esperienze pastorali, i percorsi formativi e di studio.

Si tratta di un incontro promettente in cui crescere nella comunione tra ministeri e carismi diversi presenti nella nostra Diocesi. Questo cammino, dunque, è un’esperienza stimolante di condivisione, utile anche per tutta la vita ecclesiale. Un testo di papa Francesco, scritto nella fase acuta della pandemia, guida il lavoro comune di questa giornata: «Se abbiamo potuto imparare qualcosa in tutto questo tempo è che nessuno si salva da solo»; «una presenza quasi impercettibile», quella del virus, «manifesta la fragilità di cui siamo fatti». Ma il mistero pasquale ci apre ad un’altra presenza discreta: «È il soffio dello Spirito che apre orizzonti, risveglia la creatività e ci rinnova in fraternità per dire “presente” (oppure “eccomi”) dinanzi all’enorme e improrogabile compito che ci aspetta».

Info: Vicariati per la Vita consacrata (religiosi@diocesi.milano.it; tel. 02.8556403).

 

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