La città polacca diventa capitale mondiale della gioventù, ospitando la XXXI edizione della Gmg alla presenza di papa Francesco. Tra gli 80 e i 100 mila gli italiani partecipanti, gli ambrosiani saranno circa 6 mila

di Gioele ANNI

Dove eravamo rimasti? Sorgeva l’alba sulla spiaggia di Copacabana e la freschezza delle onde invadeva i giovani. Rio de Janeiro era stato il primo incontro con Jorge Bergoglio, papa Francesco da soli quattro mesi. Un samba travolgente con l’invito a uscire, fare chiasso, annunciare a tutti la rivoluzione del Vangelo: «Sapete qual è lo strumento migliore per evangelizzare i giovani? Un altro giovane!» (Messa di invio, 28 luglio 2013). Tornando dal Brasile, Francesco disse che questo è «il tempo della misericordia». Da buon gesuita, aveva già le idee chiare.

Un altro mondo

Sono passati tre anni che sembrano un secolo. Ad attendere il Papa non c’è il Sudamerica, ma un’Europa segnata da tante fatiche; e la situazione mondiale desta più inquietudine. Nel 2013 la crisi globale sembrava alle spalle, invece si fa ancora sentire. Il dramma dei migranti non ci scandalizza più, la violenza dei terroristi – drammatico risvolto della stessa medaglia – ci spaventa. In tutto il mondo, dalle Filippine all’America, passando per la stessa Europa, nuovi populismi guadagnano consenso. Che cosa dirà ai giovani la Giornata mondiale della gioventù di Cracovia? Che cosa attendersi da una Chiesa e da un Papa che celebrano l’Anno Santo della Misericordia, che parlano con coraggio di amore e famiglia, che invitano a riscoprire il Concilio Vaticano II nella categoria della sinodalità, ovvero del «camminare insieme»? Ecco, camminare. In questa Gmg, proprio la dimensione del cammino sarà particolarmente interessante. Per almeno tre motivi.

Il primo: la Gmg è anche Giubileo dei Giovani e i partecipanti – più che mai in questa edizione – sono prima di tutto pellegrini. Nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia è stata aperta la Porta Santa: tutti i giovani vi passeranno e, arrivati alla mèta, scopriranno che il viaggio non serve per arrivare al traguardo, ma per conoscere meglio loro stessi. La Pastorale giovanile ha preparato un Diario che fa parte del kit dei giovani italiani, proprio per accompagnarli nel pellegrinaggio.

La seconda: questa XXXI Gmg è stata preparata da un cammino, appunto, sul tema delle Beatitudini. Papa Francesco ha dedicato i Messaggi delle Gmg del 2014 e 2015 (celebrate a livello diocesano) rispettivamente a «Beati i poveri in spirito» (Mt 5,3) e «Beati i puri di cuore» (Mt 5,8). Il trittico si chiude con la Beatitudine che racchiude tutte le altre: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia». La misericordia che attende a Cracovia è Dio stesso, di cui i giovani hanno ancora sete: un Dio che, appunto, ha il nome della misericordia (dal titolo del libro-conversazione scritto da papa Francesco con Andrea Tornielli).

Infine, camminare perché oggi i giovani sentono l’esigenza di mettersi – o rimettersi – in cammino. Da sempre, la gioventù è il momento di massima energia sulla strada della vita. Invece oggi tantissimi giovani, soprattutto in Occidente, sono bloccati, stagnanti. La cifra di questo tempo è la precarietà: precarietà di lavoro, che diventa precarietà di scelte, che diventa vita vissuta alla giornata, senza prospettive. Non è una colpa dei giovani, è un dato del nostro tempo. Il Papa ha in parte anticipato questi temi parlando ai giovani messicani, a febbraio: «Non si può sentire il domani se prima uno non riesce ad avere stima di sé, se non riesce a sentire che la sua vita, le sue mani, la sua storia hanno un valore». E quindi: «Mi avete chiesto una parola di speranza: quella che ho da dirvi, quella che è alla base di tutto, si chiama Gesù Cristo». In Gesù aprire strade nuove, per mettere il Vangelo al centro della vita, e quindi di questo tempo.

In questo cammino, i giovani non sono soli. La Gmg 2016 propone soprattutto tre compagni di viaggio. A partire dai Patroni di questa edizione, san Giovanni Paolo II e santa Faustina Kowalska. Due storie visceralmente legate a Cracovia, due apostoli della Divina Misericordia venerati in tutto il mondo.

San Giovanni Paolo II è il Papa dei giovani, che però molti pellegrini conosceranno per la prima volta proprio alla Gmg (per motivi anagrafici, i 15-20enni possono avere solo ricordi sbiaditi del pontificato di Karol Wojtyla).

Santa Faustina ha divulgato nel mondo il messaggio di Gesù come volto della Divina Misericordia del Padre, che lo stesso Gesù le ha rivelato in una lunga serie di visioni tra il 1931 e il 1938.

E poi c’è il terzo compagno di viaggio: Piergiorgio Frassati, cui i giovani polacchi sono molto devoti. È lui che papa Francesco ha indicato come esempio, «uomo delle Beatitudini» che invita a «vivere, e non vivacchiare».

Il programma

Veniamo alla cronaca. Gli italiani attesi sono tra gli 80 e i 100 mila: circa 6 mila gli ambrosiani. Lo schema sarà quello classico: martedì 26 luglio la celebrazione inaugurale, giovedì l’accoglienza del Papa, venerdì la Via Crucis (tutti e tre gli eventi si svolgeranno nel Parco di Blonia, poco distante dal centro). Sabato mattina spostamento al Campus Misericordiae, luogo della veglia di sabato e della Santa Messa conclusiva di domenica 31 luglio. Nel mezzo le catechesi con i vescovi (oltre 130 italiani, un record) e, mercoledì 27 luglio, la grande Festa degli italiani, con pellegrinaggio al Santuario della Divina Misericordia, Santa Messa e poi notte di musica e grandi ospiti.

 

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