Il primo, senza lavoro a causa del Covid, è stato aiutato dal Fondo San Giuseppe e ora frequenta un corso di formazione professionale. Il secondo, grazie al Fondo Diamo Lavoro, ha visto premiate le sue competenze da un’assunzione a tempo indeterminato

di Francesco CHIAVARINI

Diamo-lavoro (1)

Con il primo lockdown a marzo 2020 Hicham si è ritrovato senza lavoro, perché il suo contratto a termine come operaio metalmeccanico non è stato rinnovato. A settembre, con la ripresa delle attività economiche, tramite un’agenzia interinale è riuscito a trovare un altro impiego come magazziniere. Ma anche in questo caso si è trattato di un contratto a termine, che dopo tre mesi non è stato rinnovato. Durante questo periodo le entrate familiari sono precipitate. Nonostante la moglie, impiegata come badante regolare, abbia continuato a lavorare, il suo stipendio (800 euro al mese) da solo non bastava a coprire tutte le spese: l’affitto (600 euro per un appartamento a Gessate) e le necessità dei figli (la più piccola frequenta il nido, il più grande la scuola materna).

Per questa ragione la famiglia è stata aiutata dal Fondo San Giuseppe. Per tre mesi Hicham ha ricevuto 600 euro al mese che hanno integrato l’indennità di disoccupazione (200 euro). Poiché la situazione di difficoltà economica è continuata, a giugno il Fondo ha rinnovato il proprio contributo per altri tre mesi. Terminato questo periodo, a Hicham è stato proposto un corso di formazione come autista di muletto. Il corso è iniziato a marzo e si concluderà con un tirocinio in azienda di tre mesi. «L’anno scorso di questi tempi ero davvero disperato – racconta -. Improvvisamente mi ero trovato senza lavoro. Ricevevo notizie di amici che si ammalavano di Covid e di altri che, come me, non riuscivano più a pagare le bollette del gas e della luce e a preparare un pasto decente per i loro figli. Non sapevo cosa mi avrebbe riservato il futuro. Devo davvero ringraziare la parrocchia e la Caritas. Mi hanno aiutato economicamente, ma soprattutto mi hanno dato fiducia. Non so cosa sarebbe successo senza di loro. Ora spero davvero di ritrovare un lavoro alla fine di questo corso».

Anche a Mohamed, 22 anni, originario del Pakistan, l’annus horribilis della pandemia ha riservato alla fine un esito inatteso. Sua madre che, da quando il marito se n’era andato, per mantenere la famiglia fa la badante, si è rivolta alla Caritas perché a causa del Covid ha perso alcune clienti. I volontari della Caritas hanno deciso di aiutare la famiglia puntando proprio sulle capacità e la dedizione al lavoro del giovane, che aveva studiato per diventare sviluppatore di software, ma non era ancora riuscito a trovare un impiego dove mettere a frutto le sue competenze. Grazie al Fondo Diamo Lavoro Mohamed è stato inserito come tirocinante in un’azienda di informatica, che a febbraio lo ha assunto a tempo indeterminato: «Sono felicissimo, finalmente ho realizzato il mio sogno e con quello che guadagno posso aiutare mia madre e i miei due fratelli più piccoli che ancora vanno a scuola», racconta.

Grazie al sostegno della Diocesi la Caritas Ambrosiana gestisce una pluralità di strumenti: contributi a fondo perduto erogati attraverso il Fondo San Giuseppe, ma anche formazione professionale e tirocini finanziati dal Fondo Diamo Lavoro. Proprio questa capacità di modulare nel tempo e adattare alle situazioni gli interventi di sostegno sono alla base del successo di tante storie.

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