Nel borgo lecchese l’Arcivescovo celebra la Messa e presiede la processione. «Un evento dalla tradizione plurisecolare», spiega il parroco don Mauro Ghislanzoni

di Cristina CONTI

Corpus Domini Premana

Domenica 7 giugno il cardinale Angelo Scola si recherà in visita a Premana (Lecco). Alle 10 celebrerà la messa nella parrocchia di San Dionigi (via Vittorio Emanuele 1). Al termine parteciperà alla tradizionale processione del Corpus Domini. «L’incontro con il Cardinale avviene in occasione della processione: un evento che per noi da tempo è tradizione antichissima – spiega infatti il parroco, don Mauro Ghislanzoni -. Durante questa celebrazione tutte le case vengono addobbate con tappezzerie diverse, conservate negli anni: lenzuola, drappi multicolori e oggetti recenti e antichi usati espressamente per questa circostanza. Lunghi tratti sono coperti anche sopra la strada: cosicché la processione avanza come in una galleria. A intervalli regolari sono allestiti quattro altari, presso i quali il sacerdote che reca il Santissimo si ferma per una preghiera. Il corteo procede per un chilometro e mezzo tra le vie del vecchio nucleo della città, che noi chiamiamo strece, cioè strette. Si tratta di una processione dai risvolti coreografici unici per quanto riguarda l’Italia settentrionale e vecchia di almeno cinque secoli (un documento del Seicento la dice abituale da tempo immemorabile). È l’emblema della religiosità, ma anche dell’unità del paese, oltre che della gioia di vivere della sua gente. L’incontro con l’Arcivescovo coincide inoltre con interventi di ristrutturazione della nostra chiesa: abbiamo rifatto il tetto e la facciata è stata ridipinta.

Come vi siete preparati alla celebrazione?
Al termine di ogni Messa abbiamo recitato una preghiera in preparazione all’incontro con il Cardinale. L’abbiamo composta partendo dai capoversi delle sue omelie, cercando di fare nostro il suo messaggio di una fede che passa dalla tradizione per condurci a scelte coerenti con la nostra appartenenza a Cristo.

Quali sono le caratteristiche del vostro paese?
Il nostro è un territorio di montagna con una forte vocazione artigianale.

La crisi economica si è sentita?
Sì, ma non particolarmente. I territori vicini, soprattutto Valsassina e Valtellina, hanno assorbito molte persone che si sono ritrovate in mobilità o in cassa integrazione. Perciò a livello locale non è stato necessario attivare servizi particolari di aiuto e sostegno per le persone in difficoltà, come invece è avvenuto altrove.”

La presenza di immigrati è rilevante?
No. Ci sono una famiglia e una badante marocchina e poi qualche badante dell’Est europeo. La situazione è facilmente monitorabile. Il motivo di questi numeri così bassi è legato soprattutto alla nostra posizione: da Premana non si passa, bisogna venirci apposta. C’è una linea di bus che ferma qui, oppure si arriva con l’auto: per questo non è facile per gli immigrati arrivarci.

Giovani: a che punto siamo?
Facciamo la normale pastorale giovanile, divisa per fascia d’età: iniziazione cristiana, adolescenti, gruppo dei 18-19enni, giovani. Organizziamo il campeggio estivo per i ragazzi delle medie e una quattro-giorni per adolescenti e giovani. I ragazzi che abitano qui hanno ritmi di vita molto serrati. Quelli che frequentano la scuola secondaria partono alle 6.30 per andare a Lecco e tornano al pomeriggio tra le 15.30 e le 16. Per questo vengono organizzate proposte di gruppo e in particolare da noi c’è una bella sinergia con le attività sportive sul territorio, come l’atletica e il calcio.

Anziani: com’è la situazione?
Qualche anno fa la San Vincenzo si è attivata con l’Amministrazione Comunale per l’acquisto di uno stabile che oggi è diventato una casa di riposo, con ventuno posti. È un’iniziativa sostenuta soprattutto da volontari che collaborano con il personale specializzato. Ci sono poi numerose attività di aiuto e sostegno a questa fascia d’età: l’Azione Cattolica, per esempio, organizza un pomeriggio al mese dedicato agli anziani, l’Unitalsi si occupa soprattutto dell’accompagnamento dei malati a Lourdes e anche la San Vincenzo è molto attiva nel volontariato.

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