Morto a Monza a quasi novant’anni, tra gli anni Ottanta e Novanta diresse l’Ufficio diocesano Nuove Chiese sovrintendendo alla realizzazione di una cinquantina di complessi parrocchiali. I funerali venerdì alle 15.30 nel Duomo monzese: li celebrerà monsignor Franco Giulio Brambilla

Monsignor Giuseppe Arosio

È morto oggi monsignor Giuseppe Arosio, a lungo responsabile dell’Ufficio diocesano Nuove Chiese. Canonico onorario del Capitolo Maggiore della Basilica Metropolitana, aveva quasi 90 anni, essendo nato a Monza l’11 novembre 1925. I suoi funerali si svolgeranno venerdì, alle 15.30, nel Duomo di Monza: saranno celebrati da monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, già vescovo ausiliare ambrosiano.

Ordinato sacerdote dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster il 22 maggio 1948, «don Peppino» – come era affettuosamente chiamato – fu destinato come vicario parrochiale a Gorla Minore (1948), a San Biagio a Monza (1951) e a San Rocco sempre a Monza (1959).

Nel 1961 diventò parroco nella nuova parrocchia di San Giuseppe a Monza. In questa comunità periferica c’era la necessità pastorale di una nuova chiesa e Arosio vi si dedicò con passione, gusto e voglia di conoscere i segreti dell’architettura, coltivata anche attraverso viaggi di studio in Italia e all’estero. Da quella prima esperienza nacquero in lui l’interesse, la competenza, la visione ideale e al tempo stesso il senso pratico che ne fecero poi la persona più indicata per assumere la direzione dell’Ufficio diocesano che il cardinale Carlo Maria Martini costituì nel 1984.

In questo incarico, in circa quindici anni monsignor Arosio sovrintese alla realizzazione di oltre cinquanta nuovi complessi parrocchiali in tutta la diocesi. Con lui lavorarono architetti come Botta, Gregotti, Belgiojoso, Caccia Dominioni, Dahinden, Canella, D’Ardia, Gabetti e Isola e Galantino.

Quando lasciò la Curia nel 2001, rimase come consulente della Commissione per le Nuove Chiese e le Strutture Religiose del territorio fino al 2007, occupandosi nel contempo del recupero della chiesa di San Francesco nel suo quartiere natale di Cederna a Monza, impegnandosi anche a farlo rivivere attraverso conferenze e concerti musicali. Infine si prodigò per la realizzazione della nuova chiesa dell’ospedale San Gerardo. Dal 1987 era anche cappellano della sezione milanese dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.

La camera ardente è allestita presso la chiesa di San Francesco. Un Rosario è in programma questa sera alle 21 a San Giuseppe, un altro domani sera in San Francesco. Venerdì alle 9 il feretro giungerà in San Giuseppe, dove rimarrà fino alle 14.30

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