Nell'ambito del secondo Festival della Resilienza, incontro con Camillo Ripamonti e Chiara Tintori, autori de «La trappola del virus Diritti, emarginazione e migranti ai tempi della pandemia»

trappola virus

Giovedì 24 giugno, alle 18, al Chiostro di Sant’Angelo (piazza Sant’Angelo 2, Milano), nella cornice della seconda edizione del Festival della Resilienza, la Fondazione Terra Santa e la Provincia S. Antonio dei Frati Minori in collaborazione con le Edizioni Terra Santa e il Commissariato di Terra Santa per il Nord Italia, propongono un incontro con Camillo Ripamonti e Chiara Tintori, autori de La trappola del virus Diritti, emarginazione e migranti ai tempi della pandemia (Edizioni Terra Santa, 110 pagine, 13 euro). Intervengono Stefano Lampertico e don Virginio Colmegna. L’evento è gratuito, è richiesta l’iscrizione sulla piattaforma Eventbrite.

Per le persone che vivono ai margini, per gli invisibili, la pandemia è stata una vera e propria trappola. Come hanno vissuto il lockdown i senza dimora, i rifugiati, i migranti? Come stanno affrontando la crisi sociosanitaria? Scrivono gli autori nell’introduzione: «”Siamo tutti sulla stessa barca”. Lo abbiamo ascoltato da papa Francesco il 27 marzo 2020, nel pieno silenzio della pandemia. E poi ce lo siamo ripetuti mille altre volte: o ci salviamo tutti insieme, o periamo tutti insieme. La percezione della comune sorte, in quanto esseri umani, si è ben presto infranta contro la scottante realtà. Il coronavirus non ci ha trovato tutti uguali e non ci ha resi tali. Sarà che le “barche” non sono uguali per tutti, oppure che sulla stessa imbarcazione dell’umanità abbiamo alimentato diseguaglianze che rendono il destino comune quasi un’illusione, tant’è che per le persone che vivono ai margini, per gli invisibili, la pandemia è stata una vera e propria trappola».

L’emergenza e le misure di contenimento della pandemia da Covid-19, per noi «cittadini», hanno portato alla limitazione dell’esercizio di alcuni diritti, ma per coloro che la nostra società relega ai margini, i diritti inviolabili dell’uomo, sanciti anche dalla nostra Costituzione, non hanno ancora trovato una tutela adeguata.

Nella sua prefazione, Gherardo Colombo scrive: «Chiunque si trovi in Italia ha il diritto di veder tutelati i diritti fondamentali che la Costituzione gli riconosce. Tra questi, lo abbiamo visto, la salute. E quindi, per evidente logica, la sopravvivenza. E, poiché tutti sono degni, la sopravvivenza dignitosa. Salute e sopravvivenza sono messe in grave pericolo proprio in questo periodo dalla diffusione del virus, che contribuisce a dare il titolo a questo libro. E tanto più il virus lo fa per le persone “invisibili”, per coloro cioè alla cui vita, alle cui difficoltà, alla cui disperazione è dedicato questo volume».

Padre Ripamonti, responsabile di una realtà come il Centro Astalli che da 40 anni è impegnata ad accompagnare, servire e difendere i rifugiati, sviluppa con Chiara Tintori un dialogo serrato e provocatorio sul rapporto tra i diritti e l’emarginazione, a partire da un punto di vista privilegiato: quello delle persone richiedenti asilo.

Concludono gli autori: «Aver provato a raccontare come i poveri e gli emarginati, in particolare i richiedenti asilo e i rifugiati, hanno affrontato e stanno reagendo alla trappola del virus può essere di aiuto perché ciascuno recuperi la propria vera dimensione, quella di essere umano, in relazione con e dipendente dagli altri. Liberarsi dalla trappola del virus è sollevare lo sguardo impaurito e guardare oltre se stessi incontrando così il volto del povero, riconoscendo in lui tratti familiari. Liberarsi dalla trappola del virus è rammendare relazioni sfilacciate, è recuperare quella fiducia reciproca che sola può alimentare l’amicizia sociale».

 

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