A Villa Sacro Cuore la IV sessione, presieduta dall’Arcivescovo, rifletterà a partire dalla lettera della Congregazione per la Dottrina della fede «Iuvenescit ecclesia»

di Valentina SONCINI

consiglio pastorale

Dopo la pausa estiva, ormai lontana, riprendono i lavori anche del Consiglio pastorale diocesano, convocato per le giornate di sabato 26 e domenica 27 novembre. Il tema è «La pluriformità nell’unità nella pastorale dell’Arcidiocesi ambrosiana».

Tanti i motivi di interesse. Ne ricordo tre: è un tema evidenziato da subito dal nostro Arcivescovo nel suo magistero ambrosiano, teso a far dialogare i diversi soggetti suscitati dallo Spirito. È un tema che è stato recentemente rilanciato dal documento della Congregazione per la Dottrina della fede Iuvenescit ecclesia, che focalizza la relazione tra doni gerarchici e doni carismatici (LG 4). È un tema presente anche in Evangelii Gaudium, laddove il Papa indica il volto di Chiesa come quella di un poliedro, cioè quello di una Chiesa che non è come una sfera di punti equidistanti, ma fatta da tante sfaccettature che dicono diversi modi di esprimere la fede, di testimoniarla nei diversi contesti culturali sociali, nelle diverse epoche. Gli stessi soggetti presenti nel nostro Coordinamento diocesano Associazioni, Movimenti e Gruppi ecclesiali sono stati suscitati dallo Spirito e riconosciuti dalla Chiesa in tempi molto diversi, dall’Ordine francescano secolare del XIV secolo ad Alleanza Cattolica del 2012: epoche, sensibilità, destinatari diversi, ma chiamati alla stessa fede e a esprimere l’unità nella pluriformità.

Il tema in oggetto del Consiglio è dunque molto interessante per una riflessione sul volto di Chiesa e soprattutto di una Chiesa che si sente inviata continuamente ai confini della terra, in missione e per questo tesa a investire in questo compito tutti i doni gerarchici e carismatici di cui lo Spirito l’ha arricchita. Nel confronto di due giorni sarà molto stimolante ascoltarsi, riconoscersi dentro la ricchezza della Chiesa di oggi, sentirsi insieme per essere a servizio dell’annuncio e per assecondare il movimento “in uscita” verso tutti. Chiesa poliedrica e non “per se stessa”, ma in uscita… Due sollecitazioni che ci possono ben preparare alla visita pastorale di papa Francesco.

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