Le testimonianze di chi si è già reso disponibile a ospitare i pellegrini

di Cristina CONTI

Riccardo e Maria Grazia Marchese

Sono già arrivate le prime adesioni per ospitare i pellegrini in occasione del prossimo Incontro mondiale delle famiglie. Pochi i requisiti richiesti: avere qualche stanza, essere disposti ad accogliere il prossimo e avere tanta voglia di fare nuove conoscenze. «Abbiamo sentito parlare di questa possibilità alla Casa della carità, dove ormai da tempo collaboriamo», spiega Riccardo Marchese di Liscate, presidente dell’associazione “Volontari della Casa della Carità” e che con la moglie Maria Grazia ha deciso di mettere a disposizione due posti per chi viene da fuori. «Già in passato abbiamo fatto un’esperienza analoga, ospitando una bambina bielorussa e siamo stati molto contenti», precisa.

Ma ospitare qualcuno è anche una scelta che può aiutare a vivere la quotidianità in modo diverso, insieme ai propri cari. «Ho deciso di ospitare qualcuno in occasione del prossimo Incontro mondiale, perché lavoro alla Casa della Carità e volevo sperimentare lo stile dell’accoglienza che qui si vive ogni giorno anche a casa mia, con i miei familiari», sottolinea Tiziana Scardilli, che vive con il marito a Milano nel quartiere Adriano ed è responsabile dell’accoglienza delle donne alla Casa della carità.

Luogo educativo, di crescita e di condivisione, la famiglia oggi si trova ad affrontare sfide importanti. Dal multiculturalismo alle nuove tecnologie, dalla globalizzazione al lavoro flessibile, dalla tutela della vita alla crisi economica. E così condividere la propria vita familiare con altre persone, anche se per poco tempo, può essere un momento importante per riflettere sul significato che ha la famiglia oggi. «L’incontro con le famiglie e la possibilità di mettere a disposizione di qualcuno la propria casa, saranno sicuramente un aiuto a mettere in pratica i numerosi spunti di riflessione che ci vengono forniti in questi mesi con le catechesi in parrocchia», aggiunge la Scardilli.

Incontrare il Papa, conoscere persone diverse, mettersi in gioco. Sono tante le motivazioni che spingono ad aprire la propria casa alle altre famiglie che verranno nel capoluogo lombardo. «La famiglia e gli ideali di cui si fa promotrice sono molto importanti nella società di oggi. Conoscere altre famiglie e farsi conoscere è sicuramente un modo per diffondere nella propria comunità i valori di solidarietà, rispetto e attenzione al prossimo che sono alla base della vita familiare», conclude Marchese.

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