La figura e la spiritualità della carmelitana morta ad Auschwitz e proclamata patrona d’Europa da Giovanni Paolo II al centro della Veglia in programma al Seminario di Seveso

di Ylenia SPINELLI

Edith Stein

Un titolo e una locandina forse poco natalizi per la veglia con i giovani della Diocesi, in programma sabato 15 dicembre dalle 20.45 al Seminario di Seveso, ma sicuramente molto intensi.

Il titolo “A piedi scalzi” fa infatti riferimento all’incontro con una delle figure femminili più rappresentative del Novecento, la carmelitana Edith Stein (1891-1942), proclamata patrona d’Europa nel 1999 da Giovanni Paolo II con il nome di Santa Teresa Benedetta della Croce. Ebrea, passata attraverso l’ateismo e la ricerca fenomenologica, prima donna a entrare in un ateneo di Filosofia, fu mistica, scrittrice e insegnante, testimone della verità e vittima della Shoah nel campo di sterminio di Auschwitz. Una figura non troppo frequentata, ma davvero ricca e in grado di parlare al cuore di tanti giovani che desiderano prepararsi all’incontro con Gesù in questo Natale.

Nelle tenebre che incombevano nella Germania nazista, Edith Stein camminò a piedi scalzi verso il suo Signore con una domanda intensissima anche per noi: «Chi sei dolce Luce, che mi colmi e rischiari l’oscurità del mio cuore?».

Nel corso della veglia, preparata dai seminaristi della comunità del Biennio, verranno letti con un accompagnamento musicale alcuni testi che ripercorrono le vicende esistenziali e il pensiero della Stein, a settant’anni dalla morte nel lager: la perdita del padre, l’infanzia in una famiglia ebrea a Breslau, la conversione al cattolicesimo, la scelta del Carmelo, la persecuzione, l’esilio al monastero di Echt in Olanda e infine la deportazione e la morte. Parte dei testi narrati della biografia della Stein sono tratti dall’opera omonima di Giampiero Pizzol, le musiche di Alessandro Nidi saranno suonate e cantate dal vivo dai seminaristi.

A fare da contrappunto alla rivisitazione della sua biografia, come particolare sequela del Bimbo di Betlemme, saranno alcuni passi della sua intensa meditazione del mistero del Natale. In queste pagine dense scriveva: «L’amore di Cristo non conosce confini, non viene mai meno, non si ritrae di fronte all’abiezione morale e fisica. Cristo è venuto per i peccatori e non per i giusti. E se il suo amore vive in noi, allora agiamo come lui e andiamo dietro alla pecorella smarrita».

Info e adesioni: don Luca Corbetta – 0362.6471 – giovaniamici@seminario.milano.it

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi