Il Servizio per la catechesi organizza la tradizionale «Quattro giorni» con incontri pomeridiani o serali in tutte le Zone pastorali. In allegato il programma completo e il modulo da compilare per le iscrizioni on line

di Antonio COSTABILE
Responsabile Servizio per la catechesi

catechesi

«Gli obiettivi della formazione dei catechisti sono fondamentalmente due: maturare identità cristiane adulte – veri discepoli del Signore, testimoni del suo amore – e formare persone con una competenza specifica nella comunicazione della fede. Questi due compiti, che orientano la definizione delle competenze all’interno degli itinerari formativi, costituiscono gli orizzonti che assicurano una formazione integrale del catechista e una specifica del suo ministero. Vanno preparati catechisti capaci di educare alla fede sia nella forma della proposta – cui oggi si è particolarmente sensibili – sia nella forma dell’accompagnamento all’interno delle comunità cristiane» (Cei, Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia, 2014, n. 81).

Le indicazioni che ci vengono dagli Orientamenti della Cei suggeriscono due binari portanti sui quali operare in un itinerario permanente di formazione dei catechisti.

Non basta certo la sola generosità iniziale espressa da molti laici e laiche adulti per un servizio sempre più prezioso e qualificante il compito di ogni comunità cristiana di generare e accompagnare nella vita cristiana i piccoli che ricevono il battesimo e gli altri sacramenti dell’Iniziazione cristiana.  

Neppure basta un’esperienza pluriennale acquisita sul campo da molte catechiste senza un necessario aggiornamento e adeguamento al rinnovamento complessivo in atto dei percorsi dell’Iniziazione cristiana.

«L’unica persona che si può ritenere istruita è quella che ha imparato come si fa a imparare – e a cambiare» (Carl Rogers).

I catechisti insieme con altre figure educative della comunità sono chiamati a vivere primariamente in modo adulto la loro fede, ad acquisire una coscienza credente e uno stile di vita cristiana che li rende discepoli e testimoni della fede da trasmettere alle nuove generazioni.

In secondo luogo, altrettanto necessaria è la formazione di una competenza specifica, che abiliti ad accompagnare nei modi migliori genitori e figli nell’itinerario dell’Iniziazione cristiana. 

In questo contesto si collocano ogni anno le proposte formative per le comunità educanti a partire dalla Quattro giorni che all’inizio di ogni anno pastorale mette a fuoco le dinamiche di fondo dei nuovi itinerari d’Iniziazione cristiana che la Diocesi sta elaborando anche con sussidi messi a disposizione di tutti.

Durante l’anno sono poi offerte come a cascata per équipe formatori decanali e poi a tutti i catechisti di ogni decanato momenti laboratoriali alla luce delle relazioni base della Quattro giorni.   

L’argomento di fondo che sarà affrontato nella prossima Quattro giorni sta al cuore del percorso Ic: accogliere e custodire la comunione con Gesù nella comunità cristiana.

Dopo il primo incontro con Gesù e l’iniziale sequela di lui come suoi discepoli (primo e secondo anno della proposta dell’Ic diocesana) si pone a tema l’esperienza sacramentale come il centro focale della vita cristiana (terzo anno dell’itinerario). Le relazioni declinano questo tema che necessita una formazione specifica per catechisti e altri membri della comunità educante.

Le prime due relazioni affrontano il delicato compito di come educare alla partecipazione alla celebrazione eucaristica e al sacramento della riconciliazione. Nelle due relazioni che seguono, sono sviluppati due argomenti correlati. Nella terza relazione si pone l’attenzione sulle modalità di accompagnamento personale all’incontro con Gesù, in particolare mediante il dialogo spirituale fatto di verifica, discernimento e rilancio del cammino. Nella quarta relazione, invece, si propone il tema dell’inclusione di ragazzi con disabilità, cioè della valorizzazione della loro presenza nel cammino rinnovato di Ic e del loro coinvolgimento attivo in esso, insieme alle loro famiglie, riconoscendo che essi sono una preziosa risorsa per tutti.

 

 

 

 

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