Il quarto incontro dell’Arcivescovo col clero ambrosiano ha coinvolto i preti giovani, dei primi dieci anni di Messa. “L’altezza” è la dimensione che è stata messa a tema e che ha offerto l’occasione di riflettere sul tema dell’educare agli ideali evangelici

di don Ivano TAGLIABUE
Formazione permanente del clero

seveso preti giovani

Giovedì 4 febbraio l’Arcivescovo ha concluso con l’ultimo incontro le giornate con clero della Diocesi. Quest’ultimo appuntamento ha visto in modo particolare la presenza di più di un centinaio di preti giovani, dei primi dieci anni di messa.
Il tema che ha animato la giornata prende spunto dalla prima delle dimensioni dell’amore di Cristo citate in Efesini 3: “l’altezza”. 
L’immagine dell’”altezza” ha offerto l’occasione di riflettere sul tema dell’educare agli ideali evangelici. La maggior parte dei preti convenuti opera in Pastorale Giovanile e nel mondo della Scuola, il tema trattato era per loro di grande coinvolgimento e decisivo per il loro ministero.
L’Arcivescovo ha aiutato i preti a riflettere sull’idea centrale, che ha ripreso in tutti e quattro gli incontri con il clero: l’incontro con Cristo, farlo penetrare come centro affettivo della vita e assumerne il pensiero. Nella seconda parte della sua istruzione ha declinato il tema offrendo ai preti giovani alcune indicazioni preziose.
Prima di tutto l’importanza di vivere la vita come vocazione, questo orizzonte è unico e inalienabile per poter educare; vedere la vita come una costruzione e non come chiamata la svuota e la rende impermeabile all’assumere il vangelo.  
In questa prospettiva il Cardinale ha tratteggiato i rischi della nostra epoca  che genera spesso “passioni tristi” proprio perché non vede più la vita come vocazione. In positivo l’atteggiamento da assumere è proprio quello di abitare la vita in un orizzonte vocazionale dando spessore all’incontro con l’altro e alle circostanze della realtà. In questa prospettiva il Vescovo dedica passaggi importanti per aiutare i giovani preti a vedere la pastorale giovanile come intrinsecamente vocazionale e ad avere un approccio ai valori non con lo “strumento del dubbio” che mette radicalmente in discussione tutto, lasciando l’uomo ripiegato su di sé, ma l’atteggiamento di apertura all’azione di Dio e della sua grazia nella realtà.
I preti giovani hanno poi interagito con il Vescovo con domande ricche e pertinenti che hanno reso molto ricca anche il momento di dialogo.
La giornata nella sua scansione è stata come le altre.
Dopo la preghiera iniziale ha aperto la giornata una video intervista, questa volta della professoressa Giaccardi, sociologa e docente all’università Cattolica di Milano.  La mattinata poi ha lasciato spazio al momento centrale con l’istruzione dell’Arcivescovo. La mattinata è poi proseguita con il dibattito tra i giovani presbiteri e il Vescovo. Dopo il pranzo, e una pausa dove i preti hanno potuto trascorrere alcuni momenti di fraternità, la ripresa del Vicario Generale ha riaperto i lavori offrendo alcuni spunti concreti di esercizi di ministero.
La giornata si è conclusa  come ogni volta con il rito giubilare del passaggio della porta santa sita nel santuario di san Pietro Martire, del centro pastorale di Seveso.
Si concludono così i quattro incontri del vescovo con il clero della diocesi. Circa 1000 preti hanno potuto incontrare il Vescovo in una giornata di comunione e lavoro su aspetti decisivi dell’annuncio del Vangelo sotto la sua guida e il suo magistero.
Il materiale che è stato raccolto è prezioso e ricco, l’Arcivescovo, aiutato dall’équipe della formazione permanente del clero, offrirà tutto ciò che è emerso con strumenti che verranno pensati nei prossimi mesi e messi a disposizione a tutto il clero. L’invito è di non fermarsi solo ai contenuti dell’incontro a cui si è partecipato, ma di cogliere l’unità e l’importanza dell’esperienza nel suo insieme.

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