Il significato e il valore di un gesto di solidarietà concreta che si aggiunge, ma non sostituisce il pellegrinaggio, e nel quale gli ambrosiani si distinguono per la loro generosità: nell’anno 2015/16 dalla diocesi di Milano sono giunti 152 mila euro

massimo PAVANELLO

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Una domanda precisa richiede una risposta non evasiva. E monsignor Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini, rispetta la regola. L’Europa vi ha dimenticato? «Mi sembra molto ripiegata su se stessa e sui suoi problemi – risponde all’intervistatore -. Ha attenzione verso l’arrivo dei profughi, ma soltanto per le conseguenze che gli arrivi possono avere sul Continente. Non guarda alle cause di questi spostamenti, alle grandi crisi politiche e sociali».

Lo stop and go della memoria, nei confronti della Terra Santa, non è cosa nuova se già San Paolo invitava per ben due volte (1Cor e 2Cor) a dimostrare attenzione per la Chiesa Madre attraverso la Colletta per la Terra santa, un denaro raccolto con metodo e consegnato di persona. Quindi senza deleghe e con presenza fisica sui luoghi.

«Vivere oggi la fede cristiana in Medio Oriente non è affatto facile – scrive il cardinale Sandri riproponendo la tradizionale questua del Venerdì santo -. La gente deve lottare ogni giorno contro la tentazione di abbandonare la propria terra o addirittura la propria fede». Tenere viva la speranza in tali contesti è dunque «difficile, ma è al tempo stesso importantissimo». Gli fa eco il Custode di Terra Santa, padre Patton: «La Chiesa di Gerusalemme continua a essere la Chiesa madre e rimane il debito di riconoscenza delle altre Chiese verso Gerusalemme. Una minoranza bisognosa all’interno dei rispettivi Paesi».

La geografia che gode della Colletta è molto ampia. Copre Gerusalemme, Palestina e Israele; Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia ed Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. Le offerte pervenute nell’anno 2015/16 ammontano a 6.732.262,8 di euro. Dalla sola diocesi di Milano sono giunti 152 mila euro. A tal proposito il Commissario per la Terra santa del Nord Italia – padre Ielpo – ci ha detto: «Ogni anno aumentano. Una generosità incredibile, quella degli ambrosiani, cui va la gratitudine della Custodia». Esse sono la fonte principale per il sostegno della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi.

La Custodia riceve la parte maggiore dell’obolo. Tra gli obiettivi dei Francescani vi sono l’aiuto e lo sviluppo della minoranza cristiana, la conservazione e la valorizzazione delle aree archeologiche e dei santuari, l’intervento nei casi di emergenza, la liturgia nei luoghi di culto, le opere apostoliche e l’assistenza ai pellegrini. In particolare – in Siria, Giordania e Libano – sono aiutate le popolazioni siriane e irachene che vivono una situazione di estrema necessità. Lì i Frati della Custodia sono presenti con parrocchie e opere a favore di tutti: cristiani, ma non solo.

La quota rimanente delle offerte è gestita dalla Congregazione per le Chiese orientali. Serve per la formazione dei candidati al sacerdozio, il sostentamento del clero, l’attività scolastica, la formazione culturale, i sussidi alle diverse circoscrizioni ecclesiastiche in Medio Oriente.

La Colletta, se ben intesa, è però anticipazione di un incontro e non delega deresponsabilizzante. Per tale motivo un altro elemento importante che costituisce la vitalità della Chiesa in Terra Santa è il pellegrinaggio. Esso fa rinascere la fede e riscoprire le proprie origini. È pure un mezzo per la nuova evangelizzazione, come ricorda il documento preparatorio al Sinodo dei vescovi sui giovani che si celebrerà nel 2018. I pellegrinaggi, inoltre, sono una risorsa essenziale per le popolazioni cristiane di Terra Santa. Almeno il 30% della comunità locale vive e opera grazie alla presenza di pellegrini.

La Santa Sede, infine, ha stanziato – straordinariamente per quest’anno – 500 mila dollari per i lavori di restauro nella Basilica della Natività di Betlemme ed una cifra uguale per il restauro del Santo Sepolcro in Gerusalemme.

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