Dall’1 aprile in vigore le nuove costituzioni. Resi noti la composizione e i compiti dell’organismo incaricato di favorirne la recezione. La presiede il Vicario generale

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Un momento della celebrazione conclusiva del Sinodo minore

Come annunciato nel Decreto arcivescovile reso noto l’1 febbraio scorso, dall’1 aprile entrano in vigore le costituzioni sinodali «Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive. Orientamenti e norme» che, in seguito ai lavori del Sinodo minore, sostituiscono quanto fin qui stabilito dal capitolo XIV del Sinodo diocesano 47°, Pastorale degli Esteri.

Nello stesso Decreto si prevedeva la costituzione di una Consulta diocesana per la Chiesa dalle genti, avente «il compito di favorire la recezione del Sinodo minore presso l’intera Chiesa ambrosiana, suggerendo i passi più opportuni da compiere per dare attuazione ai nuovi indirizzi pastorali». Viene ora resa nota la composizione dell’organismo.
Franco Agnesi, Vicario generale, Presidente
Suor Luisella Musazzi, Moderatrice
Simona Beretta, Segretaria
Mario Antonelli, Vicario episcopale
Luca Bressan, Vicario episcopale
Paolo Martinelli, Vicario episcopale
Alberto Vitali, Responsabile Ufficio Pastorale Migranti
Maurizio Zago, Responsabile Ufficio Pastorale Missionaria
Raymond Bahati
Igor Krupa
Lota Mercado
Elsy Torres Carasco
Giusy Valentiní.

Questo il suo obiettivo (cost 7): «Attraverso l’ascolto, il lavoro condiviso tra esperti e operatori pastorali, la sensibilizzazione capillare, aiutare la Chiesa ambrosiana a riconoscersi Chiesa dalle genti, popolo radunato dallo Spirito che ci fa uno a partire dalle tante nostre diversità. Questo è il cuore dell’esperienza sinodale vissuta lo scorso anno».

Il metodo di lavoro consisterà nell’accompagnare i Decanati in un percorso di autoriconoscimento come Chiesa dalle genti, favorendo la presa di coscienza da parte degli operatori pastorali di questo processo. Si tratterà di favorire processi di attivazione, fornendo motivazioni e organizzazione, facilitando gli esercizi di osservazione e immaginando processi che durino nel tempo.

Tra i soggetti da coinvolgere vi sono il clero, le diaconie, gli operatori pastorali, le segreterie, la vita consacrata, le associazioni e i movimenti e le cappellanie (etniche e di settore). Tra le azioni da monitorare: l’educazione e la celebrazione della fede, l’annuncio missionario e il dialogo, la carità e l’animazione culturale, la politica. Da ascoltare e coinvolgere nei processi ci sono anche i mondi dei giovani (scuola, sport, tempo libero), l’ecumenismo e il dialogo interreligioso; la cultura e le arti; i mondi della salute e dell’assistenza; le amministrazioni e i luoghi della politica.

Al termine del processo, con il nucleo di persone attente e motivate che saranno state individuate e con i responsabili pastorali, i membri della Consulta incontreranno il clero per riflettere su come rendere stabile e istituzionale questo processo di lettura. Un simile gruppo potrebbe essere l’incubatore del Consiglio pastorale decanale, inteso come luogo di discernimento e non solo come strumento organizzativo.

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