Nelle “Tre giorni” in corso a Pian dei Resinelli anche momenti di riflessione utili a coltivare la vita spirituale. Una proposta educativa che parte dal modello offerto da San Giovanni Bosco

di Ylenia SPINELLI

Tre Giorni MoChi

L’abc del servir Messa e non solo! Alla “Tre giorni chierichetti”, tradizionale appuntamento estivo organizzato dal Mo. Chi (Movimento Chierichetti) presso la casa “La Montanina” di Pian dei Resinelli, si imparano i nomi dei principali oggetti liturgici e i gesti da compiere sull’altare. Ma si trascorrono anche bellissime giornate giocando nei boschi ai piedi della Grigna, imparando a pregare e a leggere il Vangelo, nonché confrontandosi su temi importanti, grazie all’aiuto di preti, seminaristi ed educatori. Quest’anno circa 500 ragazzi e ragazze, dai 9 ai 14 anni, sono attesi negli otto turni che hanno preso il via lo scorso 11 giugno.

A coordinare il tutto è don Alberto Colombo, responsabile del Mo.Chi e della Pastorale vocazionale del Seminario, che direttamente dalla “Montanina” fa sapere: «Sono davvero contento del successo che sta avendo questa proposta, ho già incontrato un centinaio di ragazzi e devo ammettere che chi sceglie di fare il chierichetto o la chierichetta ha una profonda sensibilità spirituale».

Per qualcuno, all’inizio, fare il chierichetto è quasi un gioco, qualcun’altro sceglie di compiere questo servizio affascinato dallo stare sull’altare e dalla veste o perché coinvolto dagli amici. Ma alla fine, ricorda don Alberto, «per tutti è un’occasione non solo per avvicinarsi ancora di più a Gesù, ma anche per crescere, perché un chierichetto ha un ruolo, ha delle responsabilità».

Anche alla “Tre giorni” si impara che l’importante per un ministrante non è solo saper maneggiare turibolo e ampolline, ma anche coltivare la propria vita spirituale, cercando di scoprire a piccoli passi la propria vocazione. Per questo alle mini lezioni di liturgia si affiancano momenti di confronto e riflessione, che quest’anno ruotano attorno al tema della famiglia.

«Mi ha colpito una frase dell’omelia che il Papa ha tenuto a Bresso lo scorso 3 giugno – continua don Alberto -, ovvero che “le comunità cristiane sono invitate a essere più famiglia”. Credo che lo spirito di comunione e di accoglienza non debba mai mancare né all’interno del proprio nucleo famigliare, né all’interno della parrocchia ed è questo che sto cercando di insegnare ai ragazzi».

La proposta educativa, studiata con la collaborazione di suor Elisa delle Orsoline di Verona e di Daniele Cannone, da anni responsabile di un grosso gruppo chierichetti della Diocesi, verte sul riconoscere il dono grande della famiglia, a partire da quella in cui è cresciuto Giovannino Bosco, il futuro Santo.

«Nel corso delle “Tre giorni”- spiega don Alberto – lavoriamo sul fumetto pubblicato questo mese sulla nostra rivista Fiaccolina, che racconta l’infanzia di don Bosco e guardiamo il film a lui dedicato, interpretato da Flavio Insinna. Dalle riflessioni dei ragazzi emergono le gioie, ma anche le difficoltà e i problemi delle famiglie di oggi».

Ma se è importante per ogni parrocchia avere un buon numero di chierichetti, ancora di più lo è avere una guida, che si prenda cura del gruppo. Questo è compito dei più grandi, dei cerimonieri. A loro è dedicata una quattro giorni (dal 12 al 15 luglio) presso il Seminario di Venegono, che prevede lezioni di liturgia, laboratori sull’animazione del gruppo chierichetti e anche momenti di preghiera e istruzione spirituale (info e iscrizioni: tel. 02.8556278).

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