Nel quinto anniversario della morte della fondatrice dei Focolari, messa in Sant’Ambrogio presieduta dal Vicario generale, che ha fatto cenno all’inizio del pontificato di Papa Francesco: «Esperienza viva di una presenza di Gesù che sceglie Pietro e i suoi successori»

di Giorgia BRESCIANI

Chiara Lubich

Se la Parola è vita. In un’affollata Basilica di Sant’Ambrogio, la comunità milanese del Movimento dei Focolari ha ricordato ieri sera la fondatrice Chiara Lubich a cinque anni dalla morte. E lo ha fatto con un’intensa e raccolta partecipazione alla celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario generale della Diocesi, monsignor Mario Delpini. Commemorazione di Chiara e nel contempo festa per l’elezione del nuovo pontefice, papa Francesco.

Giorni speciali, li ha definiti monsignor Delpini, che ha sottolineato «l’esperienza viva di una presenza di Gesù che sceglie Pietro e i suoi successori con una parola sorprendente, per farne un segno, una guida, una proposta di vita di Vangelo vissuto». E proprio sulla parola si è concentrata l’omelia del Vicario generale: la parola fragile, la parola pericolosa, che può dividere, esasperare, offendere. Ma che può anche dare alla casa la sua solidità, fondare sulla roccia la vita, la comunità… È quel che accade, ha sottolineato Delpini, alle parole di Gesù messe in pratica. E guardando all’esperienza di Chiara Lubich, il Vicario generale ha sottolineato come la pratica della parola debba essere «una relazione con Gesù», un «ascolto che introduce alla comunione», una «fiducia che crea un modo di pensare, di leggere la vita della comunità, la presenza, nella storia». Facendo poi riferimento alla terminologia del Movimento dei Focolari – in cui ricorre con insistenza l’aggettivo “nuovo”, come nella rivista Città nuova, i movimenti di massa “Umanità nuova” e “Famiglie nuove”, l’Economia di comunione che viene definita “Una cultura nuova” -, monsignor Delpini ha evidenziato il «richiamo a fare della parola una pratica più che una proclamazione».

Presenze ecumeniche

A testimonianza dell’impegno ecumenico sempre vissuto dalla Lubich e dai membri del movimento, in Sant’Ambrogio erano presenti anche due autorità del mondo ortodosso: padre Theofilaktos Vitsos, greco-ortodosso, presidente del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, e padre Traian Valdman, della Chiesa ortodossa romena. «L’anniversario di Chiara Lubich è un anniversario particolare, al quale abbiamo partecipato con piacere anche noi sacerdoti ortodossi, perché ci sentiamo in piena comunione con lei e con il suo insegnamento – ci ha detto padre Traian -. Il Movimento dei Focolari da lei fondato rimane uno stupendo lievito nella comunità cristiana promuovendo incessantemente la Parola di vita».

Fra i banchi persone di tutte le età. C’erano anche bambini e un bel gruppo di giovani. In tutti era grande la gioia per l’esito del Conclave. Una felicità ben rappresentata dalla dichiarazione rilasciata mercoledì sera dalla presidente dei Focolari, Maria Voce, per la quale l’elezione di Papa Francesco «fa vedere sia la vitalità della Chiesa che la freschezza dello Spirito Santo che trova sempre il modo di sorprendere». Molto apprezzato il nome scelto dal nuovo Pontefice e lo stile semplice, familiare che ha mostrato fin dai primi gesti. «In questo momento in cui si riscontrano gravi sofferenze nell’umanità – scrive sempre Maria Voce – c’è bisogno di qualcuno capace di toccare i cuori e di far sentire a ciascuno la gioia di avere un padre e un fratello che ci vuole bene».

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