L’esperienza di alcuni giovani che, sostenuti dall’associazione e valendosi dei corsi di Scienze Religiose, hanno iniziato a frequentare studi teologici come occasione di arricchimento personale, culturale e sapienziale

di Chiara ZAMBON
Responsabile diocesana Acr, insegnante e studente di Teologia

Bibbia

Non pochi si sono innamorati di lei. Nella sua lunga vita è stata talvolta in splendida forma, talvolta invece più affaticata e debole. Tuttavia ha sempre cercato di interpretare con lucidità la storia, avendo fissi nel suo cuore la Parola e un grande amore per la verità. Così, se qualcuno decide di fare un viaggio per scendere nelle profondità del pensiero su Dio e sull’uomo, deve fidarsi di lei. L’appello pressante di questa grande maestra è infatti uno: «Scava!». Sarà poi lei stessa, la Teologia, a suggerire pian piano le chiavi di lettura, gli attrezzi del mestiere, la grammatica più appropriata per esprimersi. Chi la vuole conoscere, però, sa di fare una scelta controcorrente. Eppure il fascino della sua sapienza continua ad attirare molti alla sua scuola.

Lo sa bene quel gruppo di giovani di Azione Cattolica a cui è stato fatto questo invito: iniziare a frequentare un percorso di studi teologico, appoggiandosi ad alcuni corsi del curriculum di Scienze Religiose.

Questa proposta vuole essere innanzitutto un’occasione di arricchimento personale, una possibilità di coltivare sempre più una fede intelligente, anzi un sapere della fede che sappia dialogare con la cultura contemporanea. È infatti molto prezioso il proposito di approfondire il profilo oggettivo della fede, in un contesto in cui essa invece è troppo spesso fondata sul sentimento o sul “sentito dire”. Per questi giovani è uno sforzo, ma pure un privilegio, poter guardare a ciò che dà forma e forza a tutte le dimensioni della vita, anche col rigore della propria intelligenza, con lo studio e con uno sguardo critico che aspira a diventare sempre più consapevole.

Questo bagaglio di competenze teologiche, che è insieme culturale e sapienziale, vorrebbe essere speso innanzitutto nella quotidianità: i colleghi di lavoro e di studio, i familiari e gli amici ci interpellano, chiedono, cercano punti di riferimento affidabili, cercano persone “attrezzate” e preparate per confrontarsi sulle sfide della vita, della coscienza e della fede. Anche in questo campo i laici sono dunque chiamati a mettersi in gioco seriamente, soprattutto in questo frangente di tempo in cui è facile soffrire di “mutismo” o al contrario non andare mai oltre la soglia della “chiacchiera”.

Questo progetto vuole poi portare frutti significativi anche nell’ambito più strettamente ecclesiale. Nei tempi di crisi (che sappiamo bene essere culturale oltre che economica) è necessario un investimento formativo, proprio per potenziare lo spessore e la creatività dei percorsi della nostra associazione e delle nostre comunità. L’Azione Cattolica ha sempre promosso un protagonismo laicale che non si sottrae alle provocazioni più impegnative anche per quanto riguarda la cultura e la comprensione profonda del Vangelo per l’oggi: i laici sono chiamati non solo a operare nella Chiesa, ma anche a pensarla, a pensarla assieme… non esclusivamente con, ma neanche senza gli attrezzi della teologia. Proprio per questo, per diventare trasparenza di una Chiesa vivace e pensosa, capace di intercettare le esperienze dell’uomo come tale e pensarle alla luce della persona e della storia di Cristo, occorre creare una rete sempre più diffusa di giovani e adulti impegnati a offrire contributi di intelligenza e di competenza teologica. Tutto questo è vissuto dentro l’orizzonte di un “noi ecclesiale” che non appiattisce, ma sostiene capacità e interessi personali, incoraggiando a mettere tutto ciò a servizio del proprio territorio.

L’Ac ha dunque deciso non solo di sostenere economicamente gli studi, ma anche di accompagnare con momenti di condivisione e confronto chi ha risposto con entusiasmo e passione a questo progetto, per ragionare assieme e per facilitare il circolo virtuoso tra il proprio vissuto ecclesiale e la ricerca intellettuale. In questa comune avventura di scavo teologico, si parte dalla vita per ritornare alla vita arricchiti di intuizioni, di energie, di senso. In questo viaggio la Teologia, infatti, non smette mai di sussurrare all’orecchio che chi pensa il più vero può amare il più profondo.

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